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domenica 7 ottobre 2007

Caso Anno Zero, interviene Bertinotti "Torbido il rapporto politica-giudici-tv"

Allarme del presidente della Camera dopo le polemiche seguite alla trasmissione sul pm De Magistris "Nessuno deve essere messo alla gogna, ma di tutto c'è bisogno tranne che di censure" La nota di Montecitorio auspica una riflessione in occasione del dibattito sulla legge Gentiloni. Sulla vicenda interviene anche Di Pietro: "Prodi sbaglia, non dobbiamo berlusconizzarci"
(www.repubblica.it)

ROMA - Sulle polemiche seguite alla trasmissione Anno Zero di giovedì scorso, dedicata alla vicenda della rimozione del pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris, è intervenuto oggi il presidente della Camera Fausto Bertinotti, parlando di "torbido rapporto politica-magistrati-tv". In una nota Bertinotti auspica quindi che la discussione del decreto Gentiloni possa essere un'occasione "per riflettere sul ruolo della Rai".

"Si sta facendo torbido in modo preoccupante - scrive il presidente di Montecitorio - il rapporto tra la politica e la magistratura e tra la politica e il sistema radio-televisivo. E' una condizione che nella crisi della politica il Paese e le Istituzioni non si possono permettere. C'è bisogno di mettere fine a queste pericolose turbolenze per riacquistare una trasparenza di rapporti". La difesa e la valorizzazione delle autonomie - prosegue - è uno dei fondamenti della nostra Repubblica. Battersi per evitare che un qualsiasi politico come un qualsiasi cittadino possa diventare un capro espiatorio è cosa necessaria e buona".

"Nessuno - avverte ancora Bertinotti - deve essere messo alla gogna. Ma il diritto alla critica in generale e il diritto di criticare la politica nelle sue manifestazioni in particolare è una prerogativa senza la quale un sistema informativo perde la sua validità". "Il servizio radio-televisivo - prosegue la nota della presidenza della Camera - è un realtà importante e delicata di questo sistema. Tra poco il Parlamento interverrà su di esso attraverso una proposta di legge del governo, la cosiddetta 'legge Gentiloni'. Sarebbe bene - afferma ancora Bertinotti - cogliere l'occasione per avviare nel Paese, con il coinvolgimento delle forze della cultura, degli intellettuali, degli operatori dell'informazione, delle forze politiche e sociali, un dibattito sul ruolo del servizio pubblico in questa difficile fase di transizione che il Paese sta vivendo".

"Di tutto in ogni caso c'è bisogno - conclude il presidente della Camera - tranne che di censure. Discutiamo della missione del servizio pubblico e lasciamo a chi dirige le impegnative trasmissioni di attualità la libertà e la responsabilità di condurle. La politica riacquista autorevolezza dimostrando di saper pensare in grande".

Sugli strascichi polemici seguiti alla trasmissione di Anno Zero è tornato oggi anche il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. "Come ministro e presidente di un partito che sostiene la coalizione di governo - ha commentato Di Pietro - ritengo che sia un errore grave cercare di fermare l'informazione che non piace". "Tentare di bloccare l'informazione che non piace - ha proseguito il ministro - l'ha già fatto Berlusconi. Farlo anche noi è doppiamente sbagliato perché non se lo meritano gli italiani: non dobbiamo berlusconizzarci".

(6 ottobre 2007)

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