"Non cadrò in provocazioni" De Magistris: sono sereno. La Forleo: polemiche inattese Ma una parte dei consiglieri del Csm critica il pm e il gip: messaggi inaccettabili
ORIANA LISO
repubblica 6/10/07
MILANO - Lui si dice sereno. Lei non vuole parlare, anche se per chi la conosce «difende il collega, ma si riferisce a se stessa». I consiglieri che dovranno giudicarlo dicono che quelle dichiarazioni non andavano fatte. Sono bollenti i telefoni dei pm Luigi De Magistris e del gip Clementina Forleo. Solidarietà, rimbrotti, richiesta di spiegazioni. Una buriana scatenata dai loro interventi di giovedì nella trasmissione di Santoro, che hanno riacceso le polemiche sul «presenzialismo fuori luogo» e sulle «pressioni subite da chi serve la giustizia». In mezzo i consiglieri del Csm, proprio quelli che dovranno decidere sulla richiesta del Guardasigilli di trasferire il pm di Catanzaro. E che, a quest´ultimo, rimproverano di sbagliare la sede per le sue accuse.
Già, le sedi adatte, pezzo forte del botta e risposta a mezzo agenzie tra il magistrato e il ministro della Giustizia. Perché ai cronisti che gli chiedevano di replicare alle nuove accuse contro di lui annunciate da Mastella, De Magistris rispondeva: «Mi si accusa pubblicamente, ma qualora mi difendessi pubblicamente mi si contesterebbe, nella sede disciplinare, di aver rilasciato dichiarazioni». Il pm contestato ieri spiegava di essere al lavoro «come sempre», e di essere alle prese con la stesura dei punti cardine dell´autodifesa che farà davanti al Csm: «Continuerò a tacere sino alla decisione del Csm senza cadere in alcuna provocazione. Sono convinto di poter dimostrare l´assoluta correttezza del mio operato, in modo che si potrà evidenziare come non siano vere le ricostruzioni che vengono reiterate anche da chi dovrebbe mantenere il riserbo su questa vicenda», conclude con un´altra frecciata. Prima di quella discolpa, però, ha già avuto un difensore d´eccezione, la collega Forleo. Che da Santoro parlava delle «pentole scoperchiate» dal pm di Catanzaro come se non fossero così diverse da quelle delle scalate bancarie, dei salotti della finanza e della politica che il gip milanese ha messo a soqquadro con le sue ordinanze. Ieri il giudice non era nella sua stanza, al settimo piano del tribunale. E alle domande opponeva il "no comment". «Troppe polemiche», diceva ieri quasi meravigliandosene, nonostante dovrebbe ormai essere abituata a finirne puntualmente al centro. Dagli islamici non terroristi ai furbetti del quartierino, ai politici complici di disegni criminosi. Ma quel suo intervento non è piaciuto a tutti e, per quanto nei corridoi del palazzo milanese nessuno volesse commentare, a dare qualche bacchettata sono gli stessi consiglieri del Csm.
Mastella ieri ha detto che la partecipazione di De Magistris a "Annozero" è «un´intimidazione al Csm», ma loro - i consiglieri di Palazzo dei Marescialli - respingono anche solo l´ipotesi. «Ho le spalle larghe», assicura il laico Michele Saponara, a cui si associa Gianfranco Anedda: «Le affermazioni di De Magistris sono gravissime, dire di aver subito pressioni senza precisare da parte di chi sta molto male sulla bocca di un magistrato». Ancor più esplicito Fabio Roia, in quota Unicost: «La preoccupazione del ministro mi pare un po´ eccessiva, ma il messaggio in tv dei due colleghi non può essere accettato: sembra ci sia una minoranza all´interno della magistratura, capace di sfidare i potenti, e una maggioranza addormentata. Così non è».

0 commentaires:
Posta un commento