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sabato 6 ottobre 2007

Padellaro, direttore dell´Unità: una serata drammatica
"La sinistra stia attenta a isolare i pm di punta" Prodi guardi la puntata e solo dopo giudichi. La politica non può ignorare le verità che sono state mostrate
CARMELO LOPAPA
repubblcia 6/10/2007

ROMA - Il governo di centrosinistra, un suo autorevole ministro, vittime del linciaggio di Santoro e di un pezzo della magistratura? Antonio Padellaro, direttore dell´Unità, lei con chi sta?
«Io sono per la legalità. Capisco il risentimento, ma il guardasigilli Mastella non può gridare al complotto. Abbiamo assistito a una trasmissione spettacolare e a tratti horror, che ci ha svelato l´esistenza di una inedita guerra tra la magistratura che finora la sinistra difendeva, un ministro di un governo "amico" e un giornalista come Santoro che, per quanto spietato, è pur sempre reduce dell´epurazione berlusconiana e comunque icona di quella stessa parte politica».
Risultato?
«Drammatico. Un paradosso tutto consumato a sinistra, che avrà spiazzato non poco gli spettatori, in gran parte elettori di questa maggioranza».
Sta di fatto che Santoro è tornato nel mirino, questa volta di un governo di centrosinistra.
«Ma Santoro è Santoro. Può piacere o non piacere. Io so solo che sono rimasto incollato allo schermo dall´inizio alla fine. Era una spettacolo forte, che ha intristito fortemente, ma ben congegnato».
Anche il premier Prodi ha lamentato scarsa «serietà e professionalità» in quella trasmissione.
«Sì, ma ha detto che non l´ha vista, che ha letto i resoconti: non basta. Consiglierei al presidente Prodi di vederla, quella puntata, perché il problema emerso è un altro e assai grave. E la politica non può far finta di ignorarlo».
E quale, direttore?
«Ci troviamo di fronte a due magistrati che conducono inchieste difficili, in zone del Paese particolari, i quali davanti a milioni di spettatori denunciano il loro isolamento. Altro che magistratura che condiziona la politica. Siamo all´esatto contrario: al potere giudiziario messo all´angolo, che rivela di non essere in condizione di perseguire corrotti e disonesti. Questo è il vero problema».
Lei sta con i magistrati, dunque?
«De Magistris avrà forse compiuto delle violazioni formali, ma non mi sembrano tali da richiedere un´azione disciplinare. E comunque sia chiaro: il ministro Mastella ha tutto il diritto di avviare i suoi procedimenti. Ma deve sapere che se lo fa contro un pm che sta indagando su boss, massoneria, pezzi di politica con un´inchiesta che sfiora anche il suo nome, non può che attendersi reazioni e sospetti, che qualcuno pensi che lo stia facendo per difendersi».

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