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lunedì 8 ottobre 2007

“Radicale verifica delle procedure”
Il prefetto di Reggio, Musolino, sulla selezione di 60 operatori giudiziari a Lamezia, Gioia Tauro e Locri
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REGGIO CALABRIA. “Le notizie recentemente acquisite mi hanno indotto ad avviare immediatamente una radicale verifica delle procedure seguite per l’appalto in questione, non escludendo l’ipotesi, con l’ausilio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato, di giungere all’adozione anche di provvedimenti drastici sino alla rescissione del contratto”. È quanto ha dichiarato il prefetto di Reggio Calabria, Francesco Musolino, sulla vicenda della selezione dei 60 operatori per gli uffici giudiziari e le procure di Lamezia Terme, Gioia Tauro e Locri, decisa nel contesto del “Patto Calabria sicura” stipulato dal Viminale, dai vertici della Regione e dagli enti locali. L’incarico per la scelta del personale, secondo il settimanale “L’Espresso”, sarebbe stato affidato alla società “Worknet s.p.a.”, la cui filiale di Reggio Calabria avrebbe avuto come responsabile Bruno Idà, arrestato nel febbraio scorso nel contesto di un’operazione che ha stroncato un traffico di carni infette gestito dalla cosca Iamonte. Per il prefetto Musolino, “come correttamente ha dichiarato il ministro Mastella, e come io stesso ho ieri immediatamente chiarito all’Espresso”, va ritenuto “improprio il richiamo ai sottoscrittori della convenzione nelle persone del ministro Mastella e del Vice Ministro Minniti, del tutto estranei alla gestione dell’appalto in questione che è di competenza diretta ed esclusiva della prefettura, quale soggetto attuatore degli interventi ivi previsti”. Il capo dell’Ufficio territoriale del Governo ha precisato che “gli Uffici hanno agito nei termini e secondo le procedure previste dalla legge, in ogni caso mai modificabili da qualunque Patto o Convenzione, cercando di garantire la necessaria tempestività dell’intervento con il massimo di rigore e di trasparenza”.

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