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domenica 28 ottobre 2007

Un barcone carico di palestinesi si spezza davanti a Roccella Jonica
Salvi in 110, 25 i feriti. Erano partiti dall'Egitto in 170
Calabria e Sicilia, tragedia degli immigrati
sedici morti, decine di dispersi

La seconda tragedia al largo del Siracusano: erano arrivati stipati su un gommone
Fra i corpi recuperati, anche quello di un ragazzo di circa 15 anni


ROCCELLA JONICA (Reggio Calabria) - Ancora tragedie dell'immigrazione, ancora barconi carichi di disperati che si schiantano sulle nostre coste provocando decine di morti e dispersi. Tra questa notte e questa mattina un barcone si è spezzato sulla spiaggia di Roccella Jonica e un gommone è naufragato in Sicilia vicino a Siracusa. Il bilancio è spaventoso e, purtroppo, ancora provvisorio: 16 morti e decine di persone che mancano all'appello. In Calabria sono tutti uomini e, probabilmente, palestinesi. Tra le vittime di Siracusa c'è un ragazzino.

Roccella Jonica. La barca in legno sulla quale viaggiavano gli immigrati, lunga una ventina di metri, si è spezzata in tre parti urtando contro una secca. Il bilancio delle vittime potrebbe essere molto più drammatico: alcuni sopravvissuti hanno riferito che al momento della partenza da un porto egiziano, le persone a bordo del motopeschereccio giunto in Calabria fossero 160-170.

Gli immigrati salvi sono 120, tra i quali 12 minori. Venticinque sono feriti. Contando i sette morti - ma le ricerche di altri eventuali cadaveri in mare o altre persone sulla spiaggia sono in corso - mancherebbero all'appello decine di persone. E' possibile però che alcuni immigrati, dopo lo sbarco, siano riusciti ad allontanarsi. Per questo motivo i carabinieri non si sbilanciano, al momento, sul numero degli eventuali dispersi.

I naufraghi, tutti palestinesi, sono stati portati in una palestra messa a disposizione dal sindaco di Roccella Jonica. Stanno ricevendo assistenza dal personale del 118 e della protezione civile.

Erano partiti da Haiza a bordo di camion telati, poi si sono imbarcati in un porto egiziano alcuni giorni fa e ieri sera, poco prima delle 23, hanno fatto naufragio sulla costa ionica calabrese. Per il viaggio della speranza hanno pagato in moneta egiziana l'equivalente di 1.500 euro a persona e già ieri sera, a un miglio dalla costa hanno avuto i primi problemi sulla nave. Il mare forza 7-8, poi, ha spinto la nave contro una secca e l'imbarcazione si è spaccata in quattro. Tutti si sono tuffati in mare per guadagnare la riva, ma le onde altissime e il mare in tempesta, hanno reso tutto difficile. La stragrande maggioranza degli immigrati è riuscita a raggiungere la riva, ma alcuni si sono dovuti arrendere alla furia del mare.

Vendicari (Siracusa). Dalla Capitaneria di porto di Catania si apprende che sul gommone naufragato erano in 24: sette si sono salvati, nove sono morti e otto risultano attualmente dispersi. I cadaveri sono stati recuperati a Vendicari, una riserva naturale tra Noto e Pachino, a Sud di Siracusa.

I primi tre cadaveri erano stati scoperti, dagli uomini della Guardia costiera di Portopalo di Capo Passero, sulla spiaggia nel corso della mattinata; poi altri quattro sono stati trovati vicino a un gommone utilizzato per la traversata. Fra i corpi recuperati, anche quello di un ragazzo di 15 anni. I cadaveri sono stati trasportati all'obitorio dell'ospedale Umberto I e del cimitero di Siracusa, dove il medico legale, Francesco Coco, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa, Filippo Focardi, sta effettuando i primi esami per risalire alle cause dei decessi, quasi certamente dovuti ad annegamento.

(28 ottobre 2007)

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