http://jolex.altervista.org/blog/?p=4
Sicuramente farà parlare di sè questa campagna di “comunicazione”, costata 100.000 euro che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
Ho fatto una rassegna dei vari articoli presenti in rete, cosa ne pensate?
28/02/2007
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili,
ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani… esordisce così.
Allora analizzando lo slogan si parte da una visione negativa, per poi concludere con “gli ultimi saranno i primi”.
Sembra una pubblicità demenziale, tra l’ipocrisia italiana di voler nascondere i problemi dietro delle etichette e dei luoghi comuni, ogni persona è consapevole di essere ciò che è e non deve aver paura dei giudizi degli altri, siamo tutti diversi, individui, unici .
Ma la volete smettere di ridurre tutto ad uno slogan.
Secondo me hanno scelto dei liceali , perchè delle persone più adulte non si sarebbero messe a ridere, ma a piangere , boicottando questa campagna , perchè non investono i soldi per creare lavoro?
Che bello fregare la gente che si deve rimboccare le maniche e che deve andare avanti nonostante tutto.
Viva l’Italia allora, “Inaffidabile, Terrona, Ultima della classe, e chi più ne ha più ne metta”, ho preso spunto dallo slogan.
Non c’è Nord e Sud , ci sono esseri umani, con pensieri , sentimenti , ideali , persone che cercano la pace come un valore universalmente riconosciuto che sia in grado di passare anche attraverso l’accettazione dell’altro da sé e comunque sempre indirizzato a superare ogni qualsiasi barriera sociale e/o religiosa ed ogni pregiudizio ideologico, in modo da evitare situazioni di conflitto fra più persone.
Fermate tutto voglio scendere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! jolex
Oliviero Toscani firma la campagna per la Regione Calabria
Oliviero Toscani, coadiuvato dal suo gruppo di lavoro ‘La Sterpaia’, ha realizzato per conto della Regione Calabria una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
[26/02/2007 - 09.14]
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni, ben per questa punta sul “calabrese” più che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. L’immagine della Calabria è affidata ai giovani che con la loro spontaneità e simpatia dovranno far superare i pregiudizi e i luoghi comuni su questa terra del Sud. Toscani ha puntato l’obiettivo della sua macchina fotografica sui ‘ragazzi di Calabria’, con l’intento di evidenziare che gli adolescenti del Sud, i calabresi in particolare, sono simpatici e ironici, ottimisti e speranzosi, appassionati e motivati, così come quelli delle altre regioni d’Italia, ma hanno in più grinta e voglia di riscattarsi dai luoghi comuni.
CALABRIA: OLIVIERO TOSCANI FIRMA CAMPAGNA COMUNICAZIONE REGIONE
Lamezia Terme, 20 feb. - (Adnkronos) - ”Nascere in Calabria non e’ un vanto, ne’ una colpa. Essere calabrese e’ una condizione ereditata, non e’ una scelta. Ognuno di noi puo’ e deve scegliere come vivere il suo futuro. E nel futuro ci sono i nostri giovani e c’e’ l’Europa. Non capire questo significa creare grave nuocimento non solo alla Calabria ma, piu’ in generale, al nostro Paese”. Lo sostiene Oliviero Toscani, che, insieme alla sua equipe ”La Sterpaia”, ha realizzato per conto della Regione Calabria, una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni. Proprio per questo punta sul ”calabrese” piu’ che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. Dopo mesi di lavoro, ricerche sul territorio, viaggi nel mondo delle nuove generazioni che ormai approdano ad un linguaggio schietto e comune, superando gli stereotipi dei ”grandi” e, quindi, realizzando una maggior coesione ”tra italiani”,Toscani ha messo in cantiere il suo progetto che verra’ presentato venerdi’ 23 febbraio alle 12 nella ”Sala del Cenacolo” della Camera dei Deputati, su concessione del Presidente on. Fausto Bertinotti.
Saranno presenti insieme a Toscani il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, il vicepresidente ed assessore al marketing territoriale Nicola Adamo ed autorevoli esponenti ”made in Calabria” della cultura e delle Professioni.
(Prs/Ct/Adnkronos)
Calabria”griffata” da Oliviero Toscani.
Parte una campagna di comunicazione da parte della regione Calabria curata dal celebre fotografo.
Un grande creativo, Oliviero Toscani e il suo team, ”La Sterpaia”. Ha una ‘griffe’ doc la nuova campagna di comunicazione delle regione Calabria, presentata oggi a Roma nella Sala del Cenacolo, dal governatore Agazio Loiero e dal vicepresidente Nicola Adamo. Obiettivo: promuovere il rilancio dell’immagine di questa terra del sud troppo spesso vittima di pregiudizi e luoghi comuni. Un compito che Toscani ha affidato ai volti puliti e sereni di un gruppo di liceali, che saranno protagonisti di 2500 manifesti 3×6 che verranno affissi in tutta Italia e di immagini che compariranno a tappeto su tutti i quotidiani. Ma soprattutto a uno slogan. Uno slogan provocatorio: ”Malavitosi? Inaffidabili? Si’, siamo calabresi”.
“Il nostro messaggio - ha spiegato il vicepresidente della Regione Calabria Adamo- deve essere un segno di riscatto per la nostra terra, un segno di una Calabria che vogliamo cambiare. Vogliamo partire dall’identita’ dei calabresi - ha aggiunto- dal fatto che la calabresita’ possa essere un valore. Io e Agazio Loiero abbiamo fiducia che questo cambiamento si possa fare. Siamo consapevoli che fa molto piu’ rumore un albero che cade di una foresta che cresce in silenzio, pero’ ce la vogliamo mettere tutta per dare questa nuova immagine alla Calabria”. ” Siamo soliti - ha detto Adamo- ricondurre la Calabria a immagini che raffigurano azioni di basso senso civico, vogliamo cercare di fare qualcosa per cambiare questo riferimento”.
“Io che sono un milanese doc - ha affermato Oliviero Toscani- ho convissuto nella mia terra con tantissimi calabresi e napoletani e quando chiedevo a uno di loro ‘tu sei napoletano?’ ‘ tu sei calabrese?’ la risposta era sempre ’si’ e allora?’. Da qui e’ nata in me l’idea di utilizzare luoghi comuni usati ‘contro’ i calabresi per ironizzare sulle loro banalita’, l’ho trovato uno strumento innovativo e originale per divulgare un ritratto della Calabria coerente con l’idea che i ragazzi calabresi hanno della loro regione, per conquistare sia l’Italia che l’Europa con questa immagine positiva”.
“Nasciamo tutti con un paio di ali - ha continuato Toscani citando Jim Morrison e riferendosi alla possibilita’ di cambiamento della Calabria - ma solo quelli che sognano voleranno veramente”.
“Sono rimasto ’scioccato’ - ha affermato il governatore Loiero- quando ho visto questa campagna di comunicazione cosi’ provocatoria, ma ci siamo affidati ad Oliviero Toscani proprio per dare un’immagine forte. Non abbiamo mai negato - ha specificato Loiero - che esista la criminalita’ in Calabria. Cambiare le cose e’ difficile, noi vogliamo ripartire dai giovani. Questo deve essere un segno affinche’ i pregiudizi del passato che identificano la nostra terra, possano essere archiviati”.
“Abbiamo messo molte forze nella scuola - ha continuato - e nella formazione, in certe zone della nostra regione non c’e’ una grande educazione, e mi riferisco di educazione alla democrazia e alla convivenza, noi abbiamo a disposizione 24 mila miliardi delle vecchie lire da stanziare nella cultura, abbiamo molti limiti ma anche straordinarie riserve”.
28/02/2007 - 13.17 Catanzaro
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani…
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani per rinnovare l’immagine della Calabria.
Nella Stanza del Cenacolo della Camera dei deputati nello splendido Palazzo Valdina venerdì 23 febbraio. Abbondantemente esauriti i novanta posti di capienza da una platea di parterre de roi fatta da politici calabresi imprenditori e personaggi vicini in vario modo alla nostra Regione, c’era anche qualche giornalista.
L’interesse alto era dimostrato dalle quasi 200 conferme che il giorno prima erano arrivate presso la sede della rappresentanza romana della Giunta Regionale, a fronte di 90 inviti nominativi inviati. Scongiurato con qualche telefonata il pericolo di sovraffollamento, anche perché gli uscieri della Camera non scherzano e avrebbero lasciato fuori senza troppi scrupoli qualche vip.
C’era Oliviero Toscani naturalmente artefice della campagna, il Presidente della Regione Agazio Loiero, e l’assessore e vicepresidente diessino Nicola Adamo che più di tutti ha puntato su quella che è stata definita “una scelta forte”. Perché ad affidarsi a Toscani, più abile da sempre a distruggere che a costruire coi suoi scatti, c’è il rischio di rimetterci le penne. Personaggio scomodo, istrionico, ironico, pieno di sé e poco incline ai consigli degli altri. Il guru della fotografia di denuncia anche in questa sua veste istituzionale non ha scelto dei toni soft… anzi. Ha deciso di consegnare ai volti sorridenti e “acne e sapone” di giovani liceali calabresi (perché avrà scelto i licei e non gli istituti superiori?) la nuova immagine di una Calabria autoironica e irriverente.
Dietro uno slogan che varia di volta in volta, e che affibbia ai calabresi gli epiteti meno onorevoli con cui sono conosciuti nel mondo, il sorriso dei nostri ragazzi vestiti in jeans e maglietta bianca, risponde sfacciatamente con un altro slogan: “Si (senza accento, vedi pezzo in fondo ndr) siamo calabresi.”. E vai con gli insulti: Inaffidabili, Terroni, Ultimi della classe, e chi più ne ha più ne metta e lì i ragazzi a sorridere dietro il “siamo calabresi”, a margine di ogni manifesto appare il tema conduttore della campagna: “gli ultimi saranno i primi” firmato regione Calabria con tanto di vessillo istituzionale.
“Qualcuno penserà che siamo presuntuosi – ammette il Presidente Loiero – e anch’io ho pensato che potesse esserci l’equivoco, perché prima di comunicare bisogna fare”, conferma il Presidente. Ma poi la provocazione di Toscani ha convinto tutti, anche perché “Peggio di così, non possiamo andare. Dopo i fatti tragici che sono successi e che ci caratterizzano davanti agli altri – continua i Loiero – siamo di fronte a un pregiudizio strisciante che ci accompagna, di fronte al quale siamo inermi, meglio quindi reagire mostrando il volto nuovo e migliore che fuori della Calabria non si vede, di cui non parlano i giornali nazionali interessati alla nostra terra solo quando c’è un morto ammazzato”.
Allora meglio riappropriarci della nostra immagine negativa e farci dell’autoironia, che magari non cambia le cose, ma dimostra che la calabresità citata da Adamo, così come la “sicilitudine” di Sciascia citata da Loiero, sono sinonimo di coraggio, di voler andare avanti nonostante tutto. Perché come ha rivelato lo stesso Toscani a margine della presentazione: “ci vuole coraggio per cambiar le cose, così come c’è voluto coraggio ad accettare la sfida di cambiare l’immagine della Calabria che la Giunta Regionale mi ha affidato”.
I quotidiani nazionali pubblicheranno due pagine a colori con le immagini della campagna, in cui i giovani calabresi ridono dei luoghi comuni, tutti negativi, che per tradizione ci sono affidati, e mostrano l’ingenua speranza di cambiamento che solo loro possono rappresentare. Alla decisione forte di questa “operazione simpatia” sui calabresi si è giunti colpiti dall’irriverenza dello stesso Toscani, quando Putin disse che l’Italia era il luogo dove è nata la mafia. Toscani autonomamente scrisse un telegramma a Putin dicendo: “a nome della Regione Calabria protesto, in Italia esiste anche la ‘ndrangheta”. Questa voglia di affrontare sorridendo i problemi drammatici rinvenuta nel fotografo milanese ha contagiato l’assessore Adamo, e il presidente Loiero, fino a convincerli a trasformare una campagna di pubblicità positiva basata su sole e spiagge assolate, in un’autoironica elencazione dei nostri mali.
“Perché le spiagge e il sole mica le avete inventate voi calabresi – spiega sarcastico Toscani – voi dovete inventarvi il coraggio di dimenticare l’attuale situazione e ripartire da zero”.
Detto fatto e il coraggio di prenderci in giro si è trasformata in una campagna massiccia di pubblicazione istituzionale. Sono 15 i grandi quotidiani nazionali coinvolti che pubblicheranno 120 pagine (o sessanta doppie pagine dipende da come la si vede) a colori con i nuovi slogan. In questa prima imponente tornata rivolta solo ai lettori del Centro Nord, vero target della campagna, si prevedono tre uscite, per una spesa iniziale di 900.000 euro.
“In ogni caso – rassicura Adamo – si tratta di un’operazione senza budget che la Giunta gestisce firmando direttamente i contratti con le testate e risparmiando il 15% tradizionalmente dovuto alle agenzie intermediatrici”. Nelle principali città del Centro Nord saranno affissi 2500 manifesti 3×6 metri, da far invidia ai potenti mezzi Berlusconiani, anche se per questa operazione non è data sapere la cifra investita, o almeno, dicono, non è stata ancora quantificata. E poi “toccherà anche ai calabresi risparmiati da questa tornata – spiega Adamo – saranno protagonisti di un’ulteriore ricaduta pubblicitaria della stessa campagna, ma è una sorpresa”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
Il giallo dell’accento
Zingarelli: dizionario dei sinonimi e dei contrari: “Si” (senza accento): settima nota musicale. “Si” (senza accento): pronome riflessivo terza persona maschile e femminile. “Sì” (con l’accento): affermazione, certamente, evidentemente, ecc. Sul senso che il grande guru della comunicazione Oliviero Toscani volesse dare a quel “sì siamo calabresi” c’è poco da dubitare. Si tratta per sua stessa ammissione di una affermazione secca e autoironica di innocente colpevolezza. Si stupisce allora l’occhio impertinente quando si sofferma incredulo su quel “si, siamo calabresi” senza accento.
Gli occhi si stropicciano, si guardano e riguardano i manifesti: nessuna traccia di quell’accento, e la cosa più drammatica e che nessuno sembra accorgersene. Sarà una licenza poetica , ma allora perché non lo ha detto nessuno dei relatori e degli autori della campagna, così attenti a sottolineare qualsiasi sfumatura nel format pubblicitario. Di quell’accento nessuno sembra interessarsene. La curiosità si fa grande e peggio il dubbio che qualcuno stia mandando in stampa migliaia di euro dei contribuenti in una pubblicità con un errore grammaticale.
Non resta che chiedere all’autore: Signor Toscani, ma non ci vuole l’accento, è un sì affermativo? all’omone milanese artefice di mille pubblicità molto fotografate e poco scritte a momenti cadono gli occhiali: “Ah, è vero, cioè no, non è vero, no non ci vuole l’accento è un pronome…”
Ma come è un affermazione non è un pronome. “Ma no, è vero – interviene Pino Soriero ex sottosegretario diessino – è vero che ci vuole l’accento, che strano che non ci sia”. Non c’è tempo di continuare la disputa grammaticale che subito il Maestro viene risucchiato dalle domande di un paio di spettatori entusiasti. Le hostess forti di studi classici più freschi del fotografo milanese sembrano annuire, “è vero bravo ci vuole l’accento - commentano all’unisono. La questione si fa spinosa e il rischio di passare per ignoranti oltre che per terroni, inaffidabili, eccetera si fa sempre più vicino.
Presidente Loiero mi scusi ma non ci andava l’accento sul sì? è un’affermazione!; il Presidente ex giornalista si ferma un attimo, gli viene da ridere, ma poi deve andar via. In effetti non è compito suo correggere le bozze del maestro Toscani. Se è una licenza poetica che qualcuno lo dica. Il presidente della Np&A Comunicazione Arcuri vacilla: “e che ne so chiedilo a Toscani”, a loro che hanno stampato migliaia di cartelline il dubbio non è mai venuto. Non resta che riprovare con Toscani, forse ci avrà riflettuto: Allora signor Toscani è una svista o una licenza poetica, se è così lo dica, prima che vadano in stampa se no faremo una figuraccia come calabresi. “Ancora l’accento! Ancora lei! – stavolta il maestro è proprio incazzato – Quelli come lei che sollevano falsi problemi invece di guardare ai problemi reali della Calabria”. L’incredulità fa posto al fair play: “Mi scusi ma lei sta mandando in stampa 900.000 euro di pagine pubblicitarie sui principali quotidiani con un errore di grammatica (a questo punto non può che essere tale, ndr) e secondo lei è un falso problema?”: A questo punto viene fuori tutta la milanesità del fotografo, e non è certo un complimento: “Ma secondo lei quanti calabresi si accorgeranno dell’accento che manca?”. Il cronista fa posto al calabrese orgoglioso: “Lei sta dando dell’ignorante a me e ai miei concittadini quindi, e poi se non se ne accorgeranno i calabresi se ne accorgerà il resto d’Italia per cui oltre che passare per presuntuosi, terroni e quant’altro passeremo per analfabeti grazie ad un investimento pubblico”. Sarà… ma si vede che le 100.000 euro incassate per realizzare la campagna non bastano al maestro per intervenire e riparare l’errore, o almeno per dichiarare che sì, si tratta di una licenza artistica. “Vorrà dire che voi non avete l’accento - conclude prima che il suo consulente se lo porti a pranzo. Quando tutto sembrava finito rispunta il mitico baffo di Pino Soriero: “in effetti lei ha ragione, ma fosse stato per me oltre all’accento ci avrei messo il ma: “Terroni? Sì, ma siamo calabresi” vede come suona meglio?”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
Sicuramente farà parlare di sè questa campagna di “comunicazione”, costata 100.000 euro che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
Ho fatto una rassegna dei vari articoli presenti in rete, cosa ne pensate?
28/02/2007
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili,
ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani… esordisce così.
Allora analizzando lo slogan si parte da una visione negativa, per poi concludere con “gli ultimi saranno i primi”.
Sembra una pubblicità demenziale, tra l’ipocrisia italiana di voler nascondere i problemi dietro delle etichette e dei luoghi comuni, ogni persona è consapevole di essere ciò che è e non deve aver paura dei giudizi degli altri, siamo tutti diversi, individui, unici .
Ma la volete smettere di ridurre tutto ad uno slogan.
Secondo me hanno scelto dei liceali , perchè delle persone più adulte non si sarebbero messe a ridere, ma a piangere , boicottando questa campagna , perchè non investono i soldi per creare lavoro?
Che bello fregare la gente che si deve rimboccare le maniche e che deve andare avanti nonostante tutto.
Viva l’Italia allora, “Inaffidabile, Terrona, Ultima della classe, e chi più ne ha più ne metta”, ho preso spunto dallo slogan.
Non c’è Nord e Sud , ci sono esseri umani, con pensieri , sentimenti , ideali , persone che cercano la pace come un valore universalmente riconosciuto che sia in grado di passare anche attraverso l’accettazione dell’altro da sé e comunque sempre indirizzato a superare ogni qualsiasi barriera sociale e/o religiosa ed ogni pregiudizio ideologico, in modo da evitare situazioni di conflitto fra più persone.
Fermate tutto voglio scendere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! jolex
Oliviero Toscani firma la campagna per la Regione Calabria
Oliviero Toscani, coadiuvato dal suo gruppo di lavoro ‘La Sterpaia’, ha realizzato per conto della Regione Calabria una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
[26/02/2007 - 09.14]
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni, ben per questa punta sul “calabrese” più che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. L’immagine della Calabria è affidata ai giovani che con la loro spontaneità e simpatia dovranno far superare i pregiudizi e i luoghi comuni su questa terra del Sud. Toscani ha puntato l’obiettivo della sua macchina fotografica sui ‘ragazzi di Calabria’, con l’intento di evidenziare che gli adolescenti del Sud, i calabresi in particolare, sono simpatici e ironici, ottimisti e speranzosi, appassionati e motivati, così come quelli delle altre regioni d’Italia, ma hanno in più grinta e voglia di riscattarsi dai luoghi comuni.
CALABRIA: OLIVIERO TOSCANI FIRMA CAMPAGNA COMUNICAZIONE REGIONE
Lamezia Terme, 20 feb. - (Adnkronos) - ”Nascere in Calabria non e’ un vanto, ne’ una colpa. Essere calabrese e’ una condizione ereditata, non e’ una scelta. Ognuno di noi puo’ e deve scegliere come vivere il suo futuro. E nel futuro ci sono i nostri giovani e c’e’ l’Europa. Non capire questo significa creare grave nuocimento non solo alla Calabria ma, piu’ in generale, al nostro Paese”. Lo sostiene Oliviero Toscani, che, insieme alla sua equipe ”La Sterpaia”, ha realizzato per conto della Regione Calabria, una campagna di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi.
E’ una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni. Proprio per questo punta sul ”calabrese” piu’ che sui luoghi e le bellezze paesaggistiche della Calabria. Dopo mesi di lavoro, ricerche sul territorio, viaggi nel mondo delle nuove generazioni che ormai approdano ad un linguaggio schietto e comune, superando gli stereotipi dei ”grandi” e, quindi, realizzando una maggior coesione ”tra italiani”,Toscani ha messo in cantiere il suo progetto che verra’ presentato venerdi’ 23 febbraio alle 12 nella ”Sala del Cenacolo” della Camera dei Deputati, su concessione del Presidente on. Fausto Bertinotti.
Saranno presenti insieme a Toscani il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, il vicepresidente ed assessore al marketing territoriale Nicola Adamo ed autorevoli esponenti ”made in Calabria” della cultura e delle Professioni.
(Prs/Ct/Adnkronos)
Calabria”griffata” da Oliviero Toscani.
Parte una campagna di comunicazione da parte della regione Calabria curata dal celebre fotografo.
Un grande creativo, Oliviero Toscani e il suo team, ”La Sterpaia”. Ha una ‘griffe’ doc la nuova campagna di comunicazione delle regione Calabria, presentata oggi a Roma nella Sala del Cenacolo, dal governatore Agazio Loiero e dal vicepresidente Nicola Adamo. Obiettivo: promuovere il rilancio dell’immagine di questa terra del sud troppo spesso vittima di pregiudizi e luoghi comuni. Un compito che Toscani ha affidato ai volti puliti e sereni di un gruppo di liceali, che saranno protagonisti di 2500 manifesti 3×6 che verranno affissi in tutta Italia e di immagini che compariranno a tappeto su tutti i quotidiani. Ma soprattutto a uno slogan. Uno slogan provocatorio: ”Malavitosi? Inaffidabili? Si’, siamo calabresi”.
“Il nostro messaggio - ha spiegato il vicepresidente della Regione Calabria Adamo- deve essere un segno di riscatto per la nostra terra, un segno di una Calabria che vogliamo cambiare. Vogliamo partire dall’identita’ dei calabresi - ha aggiunto- dal fatto che la calabresita’ possa essere un valore. Io e Agazio Loiero abbiamo fiducia che questo cambiamento si possa fare. Siamo consapevoli che fa molto piu’ rumore un albero che cade di una foresta che cresce in silenzio, pero’ ce la vogliamo mettere tutta per dare questa nuova immagine alla Calabria”. ” Siamo soliti - ha detto Adamo- ricondurre la Calabria a immagini che raffigurano azioni di basso senso civico, vogliamo cercare di fare qualcosa per cambiare questo riferimento”.
“Io che sono un milanese doc - ha affermato Oliviero Toscani- ho convissuto nella mia terra con tantissimi calabresi e napoletani e quando chiedevo a uno di loro ‘tu sei napoletano?’ ‘ tu sei calabrese?’ la risposta era sempre ’si’ e allora?’. Da qui e’ nata in me l’idea di utilizzare luoghi comuni usati ‘contro’ i calabresi per ironizzare sulle loro banalita’, l’ho trovato uno strumento innovativo e originale per divulgare un ritratto della Calabria coerente con l’idea che i ragazzi calabresi hanno della loro regione, per conquistare sia l’Italia che l’Europa con questa immagine positiva”.
“Nasciamo tutti con un paio di ali - ha continuato Toscani citando Jim Morrison e riferendosi alla possibilita’ di cambiamento della Calabria - ma solo quelli che sognano voleranno veramente”.
“Sono rimasto ’scioccato’ - ha affermato il governatore Loiero- quando ho visto questa campagna di comunicazione cosi’ provocatoria, ma ci siamo affidati ad Oliviero Toscani proprio per dare un’immagine forte. Non abbiamo mai negato - ha specificato Loiero - che esista la criminalita’ in Calabria. Cambiare le cose e’ difficile, noi vogliamo ripartire dai giovani. Questo deve essere un segno affinche’ i pregiudizi del passato che identificano la nostra terra, possano essere archiviati”.
“Abbiamo messo molte forze nella scuola - ha continuato - e nella formazione, in certe zone della nostra regione non c’e’ una grande educazione, e mi riferisco di educazione alla democrazia e alla convivenza, noi abbiamo a disposizione 24 mila miliardi delle vecchie lire da stanziare nella cultura, abbiamo molti limiti ma anche straordinarie riserve”.
28/02/2007 - 13.17 Catanzaro
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani…
Inaffidabili, terroni, ultimi della classe, malavitosi, incivili, ma anche coraggiosi e faccia tosta c’è da pensare dei calabresi, dopo la presentazione della campagna di comunicazione ideata da Oliviero Toscani per rinnovare l’immagine della Calabria.
Nella Stanza del Cenacolo della Camera dei deputati nello splendido Palazzo Valdina venerdì 23 febbraio. Abbondantemente esauriti i novanta posti di capienza da una platea di parterre de roi fatta da politici calabresi imprenditori e personaggi vicini in vario modo alla nostra Regione, c’era anche qualche giornalista.
L’interesse alto era dimostrato dalle quasi 200 conferme che il giorno prima erano arrivate presso la sede della rappresentanza romana della Giunta Regionale, a fronte di 90 inviti nominativi inviati. Scongiurato con qualche telefonata il pericolo di sovraffollamento, anche perché gli uscieri della Camera non scherzano e avrebbero lasciato fuori senza troppi scrupoli qualche vip.
C’era Oliviero Toscani naturalmente artefice della campagna, il Presidente della Regione Agazio Loiero, e l’assessore e vicepresidente diessino Nicola Adamo che più di tutti ha puntato su quella che è stata definita “una scelta forte”. Perché ad affidarsi a Toscani, più abile da sempre a distruggere che a costruire coi suoi scatti, c’è il rischio di rimetterci le penne. Personaggio scomodo, istrionico, ironico, pieno di sé e poco incline ai consigli degli altri. Il guru della fotografia di denuncia anche in questa sua veste istituzionale non ha scelto dei toni soft… anzi. Ha deciso di consegnare ai volti sorridenti e “acne e sapone” di giovani liceali calabresi (perché avrà scelto i licei e non gli istituti superiori?) la nuova immagine di una Calabria autoironica e irriverente.
Dietro uno slogan che varia di volta in volta, e che affibbia ai calabresi gli epiteti meno onorevoli con cui sono conosciuti nel mondo, il sorriso dei nostri ragazzi vestiti in jeans e maglietta bianca, risponde sfacciatamente con un altro slogan: “Si (senza accento, vedi pezzo in fondo ndr) siamo calabresi.”. E vai con gli insulti: Inaffidabili, Terroni, Ultimi della classe, e chi più ne ha più ne metta e lì i ragazzi a sorridere dietro il “siamo calabresi”, a margine di ogni manifesto appare il tema conduttore della campagna: “gli ultimi saranno i primi” firmato regione Calabria con tanto di vessillo istituzionale.
“Qualcuno penserà che siamo presuntuosi – ammette il Presidente Loiero – e anch’io ho pensato che potesse esserci l’equivoco, perché prima di comunicare bisogna fare”, conferma il Presidente. Ma poi la provocazione di Toscani ha convinto tutti, anche perché “Peggio di così, non possiamo andare. Dopo i fatti tragici che sono successi e che ci caratterizzano davanti agli altri – continua i Loiero – siamo di fronte a un pregiudizio strisciante che ci accompagna, di fronte al quale siamo inermi, meglio quindi reagire mostrando il volto nuovo e migliore che fuori della Calabria non si vede, di cui non parlano i giornali nazionali interessati alla nostra terra solo quando c’è un morto ammazzato”.
Allora meglio riappropriarci della nostra immagine negativa e farci dell’autoironia, che magari non cambia le cose, ma dimostra che la calabresità citata da Adamo, così come la “sicilitudine” di Sciascia citata da Loiero, sono sinonimo di coraggio, di voler andare avanti nonostante tutto. Perché come ha rivelato lo stesso Toscani a margine della presentazione: “ci vuole coraggio per cambiar le cose, così come c’è voluto coraggio ad accettare la sfida di cambiare l’immagine della Calabria che la Giunta Regionale mi ha affidato”.
I quotidiani nazionali pubblicheranno due pagine a colori con le immagini della campagna, in cui i giovani calabresi ridono dei luoghi comuni, tutti negativi, che per tradizione ci sono affidati, e mostrano l’ingenua speranza di cambiamento che solo loro possono rappresentare. Alla decisione forte di questa “operazione simpatia” sui calabresi si è giunti colpiti dall’irriverenza dello stesso Toscani, quando Putin disse che l’Italia era il luogo dove è nata la mafia. Toscani autonomamente scrisse un telegramma a Putin dicendo: “a nome della Regione Calabria protesto, in Italia esiste anche la ‘ndrangheta”. Questa voglia di affrontare sorridendo i problemi drammatici rinvenuta nel fotografo milanese ha contagiato l’assessore Adamo, e il presidente Loiero, fino a convincerli a trasformare una campagna di pubblicità positiva basata su sole e spiagge assolate, in un’autoironica elencazione dei nostri mali.
“Perché le spiagge e il sole mica le avete inventate voi calabresi – spiega sarcastico Toscani – voi dovete inventarvi il coraggio di dimenticare l’attuale situazione e ripartire da zero”.
Detto fatto e il coraggio di prenderci in giro si è trasformata in una campagna massiccia di pubblicazione istituzionale. Sono 15 i grandi quotidiani nazionali coinvolti che pubblicheranno 120 pagine (o sessanta doppie pagine dipende da come la si vede) a colori con i nuovi slogan. In questa prima imponente tornata rivolta solo ai lettori del Centro Nord, vero target della campagna, si prevedono tre uscite, per una spesa iniziale di 900.000 euro.
“In ogni caso – rassicura Adamo – si tratta di un’operazione senza budget che la Giunta gestisce firmando direttamente i contratti con le testate e risparmiando il 15% tradizionalmente dovuto alle agenzie intermediatrici”. Nelle principali città del Centro Nord saranno affissi 2500 manifesti 3×6 metri, da far invidia ai potenti mezzi Berlusconiani, anche se per questa operazione non è data sapere la cifra investita, o almeno, dicono, non è stata ancora quantificata. E poi “toccherà anche ai calabresi risparmiati da questa tornata – spiega Adamo – saranno protagonisti di un’ulteriore ricaduta pubblicitaria della stessa campagna, ma è una sorpresa”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
Il giallo dell’accento
Zingarelli: dizionario dei sinonimi e dei contrari: “Si” (senza accento): settima nota musicale. “Si” (senza accento): pronome riflessivo terza persona maschile e femminile. “Sì” (con l’accento): affermazione, certamente, evidentemente, ecc. Sul senso che il grande guru della comunicazione Oliviero Toscani volesse dare a quel “sì siamo calabresi” c’è poco da dubitare. Si tratta per sua stessa ammissione di una affermazione secca e autoironica di innocente colpevolezza. Si stupisce allora l’occhio impertinente quando si sofferma incredulo su quel “si, siamo calabresi” senza accento.
Gli occhi si stropicciano, si guardano e riguardano i manifesti: nessuna traccia di quell’accento, e la cosa più drammatica e che nessuno sembra accorgersene. Sarà una licenza poetica , ma allora perché non lo ha detto nessuno dei relatori e degli autori della campagna, così attenti a sottolineare qualsiasi sfumatura nel format pubblicitario. Di quell’accento nessuno sembra interessarsene. La curiosità si fa grande e peggio il dubbio che qualcuno stia mandando in stampa migliaia di euro dei contribuenti in una pubblicità con un errore grammaticale.
Non resta che chiedere all’autore: Signor Toscani, ma non ci vuole l’accento, è un sì affermativo? all’omone milanese artefice di mille pubblicità molto fotografate e poco scritte a momenti cadono gli occhiali: “Ah, è vero, cioè no, non è vero, no non ci vuole l’accento è un pronome…”
Ma come è un affermazione non è un pronome. “Ma no, è vero – interviene Pino Soriero ex sottosegretario diessino – è vero che ci vuole l’accento, che strano che non ci sia”. Non c’è tempo di continuare la disputa grammaticale che subito il Maestro viene risucchiato dalle domande di un paio di spettatori entusiasti. Le hostess forti di studi classici più freschi del fotografo milanese sembrano annuire, “è vero bravo ci vuole l’accento - commentano all’unisono. La questione si fa spinosa e il rischio di passare per ignoranti oltre che per terroni, inaffidabili, eccetera si fa sempre più vicino.
Presidente Loiero mi scusi ma non ci andava l’accento sul sì? è un’affermazione!; il Presidente ex giornalista si ferma un attimo, gli viene da ridere, ma poi deve andar via. In effetti non è compito suo correggere le bozze del maestro Toscani. Se è una licenza poetica che qualcuno lo dica. Il presidente della Np&A Comunicazione Arcuri vacilla: “e che ne so chiedilo a Toscani”, a loro che hanno stampato migliaia di cartelline il dubbio non è mai venuto. Non resta che riprovare con Toscani, forse ci avrà riflettuto: Allora signor Toscani è una svista o una licenza poetica, se è così lo dica, prima che vadano in stampa se no faremo una figuraccia come calabresi. “Ancora l’accento! Ancora lei! – stavolta il maestro è proprio incazzato – Quelli come lei che sollevano falsi problemi invece di guardare ai problemi reali della Calabria”. L’incredulità fa posto al fair play: “Mi scusi ma lei sta mandando in stampa 900.000 euro di pagine pubblicitarie sui principali quotidiani con un errore di grammatica (a questo punto non può che essere tale, ndr) e secondo lei è un falso problema?”: A questo punto viene fuori tutta la milanesità del fotografo, e non è certo un complimento: “Ma secondo lei quanti calabresi si accorgeranno dell’accento che manca?”. Il cronista fa posto al calabrese orgoglioso: “Lei sta dando dell’ignorante a me e ai miei concittadini quindi, e poi se non se ne accorgeranno i calabresi se ne accorgerà il resto d’Italia per cui oltre che passare per presuntuosi, terroni e quant’altro passeremo per analfabeti grazie ad un investimento pubblico”. Sarà… ma si vede che le 100.000 euro incassate per realizzare la campagna non bastano al maestro per intervenire e riparare l’errore, o almeno per dichiarare che sì, si tratta di una licenza artistica. “Vorrà dire che voi non avete l’accento - conclude prima che il suo consulente se lo porti a pranzo. Quando tutto sembrava finito rispunta il mitico baffo di Pino Soriero: “in effetti lei ha ragione, ma fosse stato per me oltre all’accento ci avrei messo il ma: “Terroni? Sì, ma siamo calabresi” vede come suona meglio?”.
da Roma per DNA
Francesco Paravati
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