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Qualcosa di personale ... a proposito del giornalismo dei fatti!
dimanche 27 décembre 2009, à 10:48
A volte è davvero molto difficile trovare il punto d’ingresso per smentire, sputtanare o puntualizzare una ricostruzione o una favola mediatica, impostata e argomentata come fosse un racconto noir. Non perché non si hanno argomenti ma solo perché tutto il racconto, la favola, gira intorno a una sorta di assurda e pazzesca interpretazione di cui solo uno psichiatra, ma uno bravo davvero, però, può trovarne il senso, il nesso e una più distinta e clinica motivazione.
Allora ogni tentativo di portare il chiarimento in termini razionali, semplici o meglio, reali, è un tentativo vano. Per un semplice motivo, il meccanismo che ti trovi di fronte è come quello di un gioco che si faceva da bambini. Un gioco simpatico fin quando resta un gioco ma quando, invece, diventa prassi mentale che governa giudizi o peggio articola e/o sviluppa racconti; questo gioco si trasforma in una roba demenziale, a tratti surreale e anche pericolosa per chi lo fa e per chi lo subisce. Il gioco delle assonanze, intendo. Quello per cui tu dici una parola e per assonanza o per associazione di idee un altro ci attacca un’altra parola, fino ad arrivare ad una distanza siderale, iperbolica e assolutamente irreale; ma nel frattempo hai raccontato una bella storia, assurda se vuoi, in qualche modo anche credibile e altrettanto plausibile. Ma assolutamente falsa. Perché le parole che si dicono prese singolarmente hanno un senso. Ma è il contesto o il racconto che ne viene fuori non ha più senso e nemmeno alcuna ragione. I comici Gaspare e Zuzurro lo avevano fatto diventare il loro pezzo comico meglio riuscito, prima di darsi alle più sofisticate e interessanti commedie di Harold Pinter.
Questa è la doverosa premessa che fermo qui, senza entrare nel merito di altre più articolate spiegazioni che, nel corso di questi anni, hanno descritto, e in qualche modo anche approfondito e spiegato, come questo gioco, diventato prassi, applicato all’informazione o forse è meglio dire alla disinformazione, sia chiamato dai più seri commentatori il “Metodo Travaglio” e sia oggi diventato una formula letteraria di qualche successo. Un metodo che fa ricco chi scrive e mette nei casini quelli che in qualche modo si trovano a passare da lì.
Per completezza di argomentazione e perché la descrizione mi sembra la migliore che ho letto, faccio mio un ulteriore passaggio di Giuseppe D’Avanzo, giornalista de La Repubblica, che un po’ di tempo fa ha spiegato molto bene come funziona il cosiddetto “Metodo Travaglio”. “I filosofi ( Bernard Williams, ad esempio) spiegano che la verità offre due differenti virtù: la sincerità e la precisione” scrive D’Avanzo. “La sincerità implica semplicemente che le persone dicano ciò che credono sia vero. Vale a dire, ciò che credono. La precisione implica cura, affidabilità, ricerca nello scovare la verità, nel credere a essa. Il "giornalismo dei fatti" ha un metodo condiviso per acquisire la verità possibile. Contesti, nessi rigorosi, fonti plurime e verificate e anche così, più che la verità, spesso, si riesce a capire soltanto dov'è la menzogna e, quando va bene, si può ripetere con Camus: "Non abbiamo mentito" (lo ha ricordato recentemente Claudio Magris). Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei "fatti" che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d'informazione, come si autocertifica. E', nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d'opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore. Nella radicalità dei conflitti politici, questo tipo di scaltra informazione veste i panni dell'asettico, neutrale watchdog - di "cane da guardia" dei poteri ("Io racconto solo fatti") - per nascondere, senza mai svelarla al lettore, la sua partigianeria anche quando consapevolmente presenta come "fatti" ciò che "fatti", nella loro ambiguità, non possono ragionevolmente essere considerati (a meno di non considerare "fatti" quel che potrebbero accusare più di d'un malcapitato). L'operazione è ancora più insidiosa quando si eleva a routine”.
Il rischio che paventava D’Avanzo è diventato purtroppo realtà. Visto che ormai ogni libreria che si rispetti dedica una intera sezione, più di uno scaffale visto il proliferare di titoli e di istant book, a libri che, usando e abusando i paradigmi del “Metodo Travaglio”, raccontano, con dovizia di particolari, con parti estrapolate da documenti, con riferimenti selezionati chirurgicamente, brogliacci, trascrizioni o elaborati di traffici telefonici - il tutto naturalmente senza perdere tempo in verifiche e approfondimenti - di sconvolgenti storie che presumono spiegare fatti e misfatti di questa traballante Repubblica che naviga tra il sud America e le dittature del Terzo mondo.
Un metodo autoreferenziale che non informa, manipola, confonde. Che attribuisce patenti di moralità e di rispetto. Che elargisce a grandi palate frustrazione e rancore. Che fa pratica scandalistica e proficuamente commerciale trasformando tutto in qualunquismo che ferisce l’avversario, il politico, il nemico da abbattere o peggio il malcapitato. Mettendo alla berlina, calpestando qualsiasi forma di rispetto e di decenza personale e professionale. Avviando un assurdo ventilatore mediatico che spruzza fango e merda senza scontar peccato.
E’ di questo che sto parlando, sfogliando l’ultimo di questi capolavori editoriali che sta facendo il giro delle redazioni - in realtà uniche vere destinatari del libro, nella malcelata e ormai troppo agognata speranza che se ne parli e/o che ne venga in qualche modo ripreso il contenuto, in parte o in toto, per dare punti e blasone ai suoi autori, in predicato per entrare a far parte dei Travaglio Boys.
Sto parlando de “Il caso Genchi , Storia di un uomo in balia dello Stato” di Edoardo Montolli, un nuovo arrivo nella compagnia dei watchdogs che nella bandella di III di copertina del ricco tomo (sono poco meno di 1000 pagine, a corpo otto) si dichiara “36 enne, giornalista e scrittore di crimini”. Il libro ospita tra l’altro la rilevante, necessaria e rassicurante prefazione a firma di Marco Travaglio che intende così certificare e battezzare l’opera come “capolavoro del giornalismo dei fatti”.
Un libro che nel richiamo in IV di copertina recita così ” … un materiale inedito e così scottante da poter riscrivere gli ultimi vent’anni della storia d’Italia…. Ma non con teorie o teoremi. Con dati. Fatti. Indagini e amicizie impensabili, uno scioccante dietro le quinte della politica che porta alle origini della seconda Repubblica. Dopo averlo letto niente vi sembrerà più come prima”.
“Eh la Madonna!!!” , direbbe Renato Pozzetto.
E’ di questo libro quindi che sto parlando e di quanto, in un crescendo che lambisce e a volte supera la più delle assurde e inconcludenti storie o meglio la più demenziale ricostruzione che si sia mai potuta leggere, dimostri possa essere ricca la fantasia di un “36enne giornalista e scrittore di crimini, con l’aspirazione di diventare presto un watchdog”.
E’ di questo che sto parlando mentre non riesco a capire quale reazione porre di fronte a quanto leggo nelle poche ma intense pagine – quelle che vanno da pag. 777 a pag. 784 , che il “ 36enne giornalista e scrittore di crimini e adesso watchdog” dedica alla Report Porter Novelli e al suo presunto e assurdo ruolo che attraverso la lettura di fatti e tracciati telefonici gli fa interpretare nelle attività di un presunto quanto improbabile comitato d’affari-politico-mediatico-giudiziario-massonico che aveva il compito di affossare e delegittimare l’inchiesta Why Not, il pm De Magistris e lo stesso super consulente Genchi per avere libero accesso ai finanziamenti che dall’Europa arrivavano in Calabria.
Un comitato così brevemente riassunto nel libro a pag. 782: “un mondo, quello di Giancarlo Elia Valori, che con il mondo dei tracciati telefonici di Report Porter Novelli, naturalmente, i contatti li ha: perché Palenzona conta svariati contatti con il signore delle strade, i leader della sinistra vicini a Consorte come Nicola Latorre e l’avvocato della Torno internazionale, Giancarlo Pittelli. E non è De Magistris che si è aperto all’Italia… , no. E’ L’Italia dei potenti che si è data appuntamento a Catanzaro, … dove l’unica cosa a piovere sono i soldi dell’Europa..” (sic!)
Io sono Natale Pierlugi Arcuri, e sono dal 1990, anno in cui l’ho fondata, il presidente e amministratore delegato della Report , diventata dal 1996 Report Porter Novelli, una – come giustamente dice il “ 36 enne giornalista e scrittore di crimini”, tra le più importanti agenzie di Relazioni Pubbliche italiane. Che ha dal 1997 una sua sede in Roma in via Poli 29 . Un’agenzia, la Report Porter Novelli, che, nel corso di questi 19 anni, con grande impegno, dedizione e professionalità, ampiamente riconosciuta dai suoi clienti, multinazionali, aziende e organizzazioni nazionali leader nei loro ambiti e settori di competenza, ha visto crescere la propria reputazione, il proprio business e la propria immagine.
E’ di questo che stiamo parlando, per capirci, di una delle agenzie di Relazioni Pubbliche e Comunicazione più importanti in Italia, associata al 4° network mondiale di Relazioni Pubbliche. E stiamo parlando, in particolare, della sua sede di Roma.
Dunque Report Porter Novelli al centro di un comitato d’affari. Abbiamo detto.
Per dimostrarlo ecco in soccorso il “metodo Travaglio” con il quale il nostro 36enne giornalista e scrittore di crimini ci spiega innanzitutto che nella sede di Report Porter Novelli di Roma lavora Paolo Pollichieni che oltre ad essere uno dei consulenti di Report Porter Novelli è anche Direttore di Calabria Ora, che non solo è in contatto telefonico costante con tre magistrati che lo aiutano a sparare scoop sul suo giornale, passandogli informazioni riservate su alcune importanti indagini, ma è anche uno degli artefici della delegittimazione dell’inchiesta Why Not.
Sottolineando, inoltre, che allo stesso civico ha sede uno studio legale ad uso dell'on. Giancarlo Pitteli, quel Giancarlo Pittelli, indagato in un'altra inchiesta dal pm De Magistris.
Ma perché Report Porter Novelli avrebbe dovuto favorire l’azione di Paolo Pollichieni a scrivere velenosi editoriale contro l’inchiesta Why Not un giorno si e un giorno no?
Semplice, perché intorno a Report Porter Novelli ruotano personaggi come Giancarlo Elia Valori, Fabrizio Palenzona, Giovanni Consorte, i Benetton, Nicola La Torre/Massimo D’Alema, Giancarlo Pittelli. Tutti secondo quanto sostiene il nostro illustre watchdog in qualche modo legati o in contatto con Report Porter Novelli. Tutti protesi a darsi appuntamento a Catanzaro per conquistare e razziare i soldi che arrivano in Calabria dall’Europa.
Ma cosa o come si lega Report Porter Novelli a Giancarlo Elia Valori, Fabrizio Palenzona, Giovanni Consorte, i Benetton, Nicola La Torre/Massimo D’Alema, Giancarlo Pittelli?
Ecco i fatti e le amicizie impensabili, secondo questo “36enne giornalista e scrittore di crimini”
Partendo da mio profilo e passando naturalmente dalla Report Porter Novelli, egli racconta, svela il mistero, le relazioni, le connivenze, i contatti , le impresentabili amicizie… che legano e costituiscono questo comitato.
Qualche notizia, presa qua e là, un po’ di sana strumentalizzazione mediatica, qualche riga di sarcasmo, una lettura saccente e fantasiosa degli avvenimenti, ed ecco,il Metodo Travaglio al massimo della sua espressione.
Proviamo a seguire le strampalate argomentazioni e i voli pindarici del libro e a dire le cose come stanno.
Cominciamo dall’inizio! Dal mio profilo ospitato presso il sito www. mgportrait.it che pubblica ritratti di imprenditori e manager, tra le aziende che ho seguito prima del 1990, prima cioè di dare vita alla Report, il nostro esperto in crimini segnala, come primo “fatto” di questo processo di costruzione del comitato, che ho lavorato per la Compagnia di Assicurazioni Unipol – ma non dice che l’ho fatto ancora prima che in Unipol arrivasse Giovanni Consorte. E non dice neanche che questa collaborazione con il gruppo Unipol come Report prima e come Report Porter Novelli, poi, si è mantenuta solida e costante anche negli anni a divenire con l’arrivo di Giovanni Consorte alla guida della compagnia. Fino a quando, nel gennaio del 2006, Consorte ha lasciato il gruppo Unipol.
Se avesse quindi verificato meglio il nostro watchdog a pag. 778 non avrebbe certo scritto:“E chissà se Natale Arcuri si aspettava che presto proprio Unipol, moltissimi anni più tardi, qualcuno di Unipol, sarebbe tornato a fargli visita:l’Intermedia, finanziaria di investimenti, che rileva quasi il 30% delle quote di Report Porter Novelli… (Intermedia) E’ la società di Giovanni Consorte, già amministratore delegato di Unipol… […]
Quindi, nessuna “visita inaspettata ” né tanto meno nessuna sorpresa quando nel gennaio del 2007 l’Intermedia acquisisce il 30% delle quote di Report Porter Novelli, visto che la collaborazione, professionale e personale, in qualità di agenzia per le relazioni con la stampa, con l’ing. Giovanni Consorte era di lunghissima data, e senza soluzione di continuità da quando era diventato Presidente e AD del Gruppo Unipol e soprattutto dopo che lo stesso ing. Consorte ha dato vita ad Intermedia, di cui Report Porter Novelli ha curato nella fase di start up della società l’accreditamento presso la stampa economica e finanziaria per tutto il 2007.
Per cui lascia assai interdetto per non dire che risulta assai ridicolo collegare l’acquisizione del 30% di Report Porter Novelli da parte di Intermedia ad una sorta di azione preventiva o non so come meglio definirla che prelude l’iniziativa del ministro Mastella a contrasto dell’indagine Why Not.
Infatti, il nostro 36enne giornalista e scrittore di crimini sempre a pag. 778 scrive così:“Ed è interessante , come chiarisce una piccola visura camerale, il periodo in cui Consorte compra da Report Porter Novelli: l’11 gennaio 2007, cinque mesi prima che Mastella faccia saltare Why Not…” . Scrive proprio così! Ma che c’azzecca!!!???
Andiamo ancora avanti, lungo questa straordinaria ricostruzione delle attività della Report Porter Novelli. Lasciamo ancora in stand by la sede di Roma. Ci torneremo esaustivamente più in là. Promesso!
Diventata, con l’acquisizione del 30% da parte di Intermedia, paladina della “sinistra martoriata dalle scalate”, il secondo “fatto” che gonfia l’affair è l’incarico che Report Porter Novelli avrebbe gestito per la Regione Calabria. Questo fatto dimostrerebbe che Report Porter Novelli aveva messo le mani nella bengodi dei soldi della Calabria.
Un lungo passaggio che il nostro esperto in crimini introduce cosi:“E, a proposito del gran lavoro della Report Porter Novelli con la Regione Calabria, proprio nel 2007, se si eccettuano una fondazione e un cantiere nautico che si affidano a loro, non è che ci sia molto...”
Facciamo prima pace con il suo sarcasmo, informandolo che nel corso del 2007 la Report Porter Novelli non ha lavorato solo per una fondazione e un cantiere nautico ma per : GlaxoSmithKline e per i quasi tutti i suoi prodotti OTC, NiquitinCQ, Lactacyd, Libenar, Valda, Parodontax, Sensodyne, Prosmalto, Verecolene, Rinazina; quindi per il Comune di Riccione, Assessorato al Turismo, Pala Riccione, MotoG Week di Misano, Fondazione Paracelso, Cocif, P&G/Wella, Ultrashape, InterMedia, 3Com, Tippyng Point, Kaz, ADT, Hotel Principe di Savoia, Sisvel, Schiffini, NewspaperMilano Edizioni, AdStream, Cantieri Navali Solcio, Autostrade per l’Italia, ADR di Roma, Ambasciata Repubblica di Angola in Italia, Regione Calabria, Internazionale FC, GDM, Grande Distribuzione Meridionale, SIED, TERCAS, Thermage.
Questo per la precisione! Come direbbe Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi, il baffuto genio delle statistiche di “Quelli del calcio” di faziana memoria,.
Per sottolineare l’inghippo e l’intrigo e ribadire il “regalo” che gli amministratori regionali calabresi avrebbero fatto alla Report Porter Novelli, qui il nostro esperto in crimini tira fuori, un ritaglio di un articolo del 15 gennaio 2008 de Il Giornale in cui il giornalista riprendendo alcune polemiche da un foglio locale, entra nel merito della gestione della campagna pubblicitaria realizzata da Oliviero Toscani per la Regione Calabria, sostenendo che si stratta proprio di un regalo fatto a Report Porter Novelli, l’agenzia di… Consorte.
Vediamo di ripetere quanto era stato detto al tempo delle polemiche innescate da un articolo apparso sul periodico La provincia Cosentina e alla quale io stesso ho inviato una lunga e particolareggiata nota in risposta all’invito di precisazione che nell’articolo mi veniva posto. Tra l’altro poi ribadita anche al quotidiano Il Giornale. Precisazione che entrambe le testate, naturalmente, hanno ripreso in forma assolutamente fuorviante. Ma tant’è.
Quindi ribadisco per l’ennesima volta che l’assessorato al Turismo della Regione Calabria aveva affidato alla Np&A Comunicazione srl la consulenza strategica e operativa per la gestione di una Campagna di comunicazione a sostegno dell’immagine della Calabria.
NP&A Comunicazione è una struttura consulenziale che opera come advisor per i suoi clienti. Nel senso che individua e indica ai propri clienti le forme, gli strumenti e i fornitori che meglio possono realizzare i programmi o le iniziative di comunicazione che sono stati concordati. NP&A Comunicazione molto spesso ma non in via esclusiva, pur essendone collegata per via strettamente strutturale e operativa, si avvale dei servizi specialistici offerti dalla Report Porter Novelli.
Per quanto riguarda la Campagna pubblicitaria per la regione Calabria, NP&A Comunicazione ha concordato, su specifica indicazione dello stesso assessorato al Turismo, che voleva una campagna “fuori dagli schemi tradizionali della comunicazione turistica”, di affidare la creatività e la realizzazione dei materiali della Campagna alla società La Sterpaia, con cui collabora e lavora Oliviero Toscani. L’incarico con la Sterpaia è stato sottoscritto, direttamente dall’assessorato al Turismo e senza alcuna intermediazione.
Definita la campagna nella sua parte visual e nella declinazione dei mezzi di comunicazione, Affissione, TV e Stampa, l’assessorato richiedeva a NP&A Comunicazione di ricercare un interlocutore professionale in grado di elaborare per nome e conto della Regione Calabria un piano-progetto di pianificazione pubblicitaria nei mezzi di comunicazione che la Sterpaia aveva in fase di realizzazione grafica della campagna individuato. Da qui il coinvolgimento della Report Porter Novelli, che provvedeva a elaborare con i Concessionari, esclusivisti o proprietari degli spazi pubblicitari, una organica e strutturata pianificazione – ivi compresa la preliminare contrattazione dei prezzi e delle tariffe – riuscendo a proporre, alla diretta ed esclusiva verifica, accettazione e firma dell’assessorato, un piano con un tasso medio di sconto sulle tariffe ordinarie e straordinarie di oltre il 50%.
Un documento riassuntivo con tutte le proposte dei Concessionari che Report Porter Novelli ha inviato all’Assessorato al Turismo perché, direttamente e in piena autonomia, procedesse all’acquisto degli spazi.
Questo per ulteriormente ribadire se ancora ve ne fosse necessità che l’investimento pubblicitario NON è transitato dalla Report Porter Novelli. Per essere ancora e ulteriormente chiari sia la società La Sterpaia sia le aziende grafiche e di produzione che hanno realizzato i materiali sia infine tutti i Concessionari degli spazi pubblicitari TV, Stampa e Affissione hanno fatturato le loro competenze DIRETTAMENTE all’assessorato al Turismo della Regione Calabria. Senza alcun passaggio amministrativo che coinvolgesse la NP&A Comunicazione e/o la Report Porter Novelli.
Per quanto infine riguarda l’investimento complessivo, a domanda precisa ho risposto in modo assai dettagliato indicando, per media utilizzato e per timing, ogni flight pubblicitario.
Per quanto riguarda, infine, la presunta irregolarità commessa dall’assessorato al Turismo che non avrebbe istituito una regolare gara, ho risposto che, per quanto di mia conoscenza, l’incarico di consulenza a NP&A Conmunicazione era stato un incarico diretto non soggetto a gara, perché all’interno degli incarichi di collaborazione, studio, ricerca o collaborazione di fiducia. Ai sensi dell’art.110 comma 6 del D.L. 18 agosto 2000, n. 276.
Come è possibile poi pensare di fare una gara per la creatività quando l’assessorato aveva scelto di affidarla a Oliviero Toscani, sembra assai problematico. Per quanto riguarda poi l’acquisto degli spazi e dei cartelloni per la pianificazione risulta altresì assai strano che l’assessorato che richiede di uscire con una sua pagina pubblicitaria su testate o su cartelloni in esclusiva o di proprietà possa mettere a gara l’acquisto di questi spazi. Visto anche e tra l’altro che nella richiesta di monitoraggio e contatto l’assessorato aveva chiaramente indicato a NP&A Comunicazione che avrebbe preso in considerazione solo le società concessionarie che potevano dimostrare, con dichiarazione e documentazioni comprovanti e non solo con autocertificazioni, di essere proprietari in esclusiva degli spazi e/o dei mezzi. Come si evince dalla lettera di incarico che l’assessorato al Turismo ha inviato alla NP&A Comunicazione: “Resta inteso che tutti i contratti delle relative Concessionarie che in via preliminare devono inviare direttamente al committente idonea documentazione attestante la titolarità degli spazi oggetto dell’acquisto, saranno intestati, indirizzati e da essa sottoscritti come conseguentemente le fatture per il relativo pagamento…”
Non saprei che altro aggiungere per ribadire che il ruolo di Report Porter Novelli è stato un ruolo trasparente, efficace, professionale. A null’altro possono condurre le artificiose polemiche e le assurde ricostruzioni che prima i due giornalisti ed oggi il nostro esperto in crimini tentano di esercitare. Ma come diceva Voltaire:“Calunnia, calunnia che qualcosa resterà!”
Ancora più ridicolo e paradossale è il terzo “fatto”. Un doppio salto mortale, carpiato, che il brillante “36enne giornalista , watchdog e scrittore di crimini” ci regala quando riferisce che la Report Porter Novelli rinsalda il suo legame con Oliviero Toscani, e assume l’incarico di consulente per le relazioni con i media a sostegno del comune di Salemi ed in particolare di Oliviero Toscani in qualità di assessore ai Diritti Umani, Comunicazione, Creatività e Ambiente.
Ecco cosa scrive a pag. 780: “ Poi, è subito sera. Dei tre miliardi di lire… (notare che per avere effetto i 1.5 milioni di euro diventano MILIARDI DI LIRE )… spesi nientemeno che per stampare manifesti in tre città, (anche qui per fare effetto, parla solo di manifesti, dimenticando che la campagna si è sviluppata con pagine doppie a colori con più uscite su tutti i quotidiani e i più importanti e diffusi periodici italiani e con due passaggi di oltre 15gg in prime time sulle reti RAI e Mediaset)… nessuno parla più. Un anno dopo però la Report Porter Novelli annuncia che si occuperà della comunicazione del comune di Salemi guidato da Vittorio Sgarbi, il comune che ha un assessorato addirittura ai “sogni”, lo psichiatra Paolo Crepet…. […]. Perché c’è pure un assessore alla creatività ma con delega ai “diritti umani”. Ed è praticamente un assessore che, creando, passa le sue giornate a pensare cosa fare a Salemi per i diritti umani. A Salemi mica a Kabul”.
E’ bene sottolineare che questo è stato un incarico pro-bono, nel senso che Report Porter Novelli non ha percepito alcun compenso così come tutti gli assessori straordinari della giunta Sgarbi. Chiamati a dare il loro personale e professionale contributo ad un progetto, quello di Sgarbi, che molti hanno ritenuto una sfida – da accettare, oggi si direbbe senza se e senza ma - al torpore antico di un Sud depresso e ad un andazzo che aveva nel giogo mafioso uno dei suoi principali ostacoli alla rinascita.
Al di là del sarcasmo di bassa lega che ci espone su Salemi, Sgarbi e Toscani e il loro progetto di rilancio di una città davvero martoriata ma oggi grazie a loro rinata e rilanciata, come molti ormai riconoscono merito della strategia di Sgarbi e di Toscani, il nostro esperto in crimini fa un volo pindarico di quelli che nessuno al mondo oserebbe, e a pag. 781 ci dice: “mentre la creatività progressista (quella di Toscani ndr.) s’insedia pure in Sicilia e la Report Porter Novelli comunica, l’imbuto che sulla strada che parte da sinistra e, a “scalate”, scende giù, verso il centro di Catanzaro, va stringendosi sempre più”. Scrive davvero questo. Da rileggere, per favore “mentre la creatività progressista (quella di Toscani ndr.) s’insedia pure in Sicilia e la Report Porter Novelli comunica, l’imbuto che sulla strada che parte da sinistra e, a “scalate”, scende giù, verso il centro di Catanzaro, va stringendosi sempre più”. Ecco chi ha capito cosa vuol dire, vince una bambolina di pezza!
Evidenziando a seguire quindi gli altri, ulteriori, straordinari e sconvolgenti “fatti” l’arrivo in Report Porter Novelli di un ex dirigente di Unipol, esperto in Comunicazione Sociale e CSR (Corporate Social Responsability), uno che sa come si fa un Bilancio Sociale e come si organizza una struttura di comunicazione no-profit e l’apertura di una nuova area di servizio di Comunicazione per le aziende cinesi che vengono ad investire in Italia e/o per le aziende italiane che intendono investire in Cina e hanno bisogno di Comunicazione e di relazioni con i media cinesi. Iniziativa concordata e definita con la sede di Pechino e con altre sedi europee nel quadro delle programmi di sviluppo internazionali del network Porter Novelli.
Tutto questo completandolo con la notizia che il presidente di AdR, Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona ha affidato a Report Porter Novelli la gestione delle attività di ufficio stampa e relazioni pubbliche, fa dire al nostro “36enne giornalista, scrittore di crimini” che “..Sembra di vedere tutto il mondo di Giancarlo Elia Valori: gli incarichi di Report Porter Novelli per Autostrade e Aiscat, la collaborazione con la Cina, la folgorante società con Consorte amico del suo migliore amico, D’Alema, fino alla comunicazione di Oliviero Toscani, il fotografo che ha fatto la fortuna dei Benetton, salpati con Sme grazie al signore delle strade (… Elia Valori, ndr.) e poi confluiti in Blu.”
Arrivando alla sua delirante conclusione che siamo davanti ad un disegno di potentato economico che ruotando intorno a Report Porter Novelli, coinvolgendo personaggi come Giancarlo Elia Valori, Fabrizio Palenzona, presidente di ADR di Roma, Giovanni Consorte, i Benetton, La Torre/D’Alema, Giancarlo Pittelli (semplice, vicino di casa!!!) si è dato appuntamento a Catanzaro per conquistare e razziare i soldi che arrivano in Calabria dall’Europa.
E per fare questo si deve assolutamente mettere un freno anzi bloccare l’inchiesta Why Not del pm De Magistris. E per farlo si dà mandato a Paolo Pollichieni, direttore di Calabria Ora e consulente di Report Porter Novelli di “attaccare un giorno sì e uno no Why Not”. Il quale opera dal cuore di questo meccanismo. Il palazzo di via Poli, 29 dove c’è la sede di Roma della Report Porter Novelli.
Il cerchio è chiuso! Il Comitato d’affari è fatto e smascherato!
Ma la domanda giunge spontanea: di quali soldi, quali incarichi, quali finanziamenti, quali commesse, quali interessi, quali investimenti, quali mance, quale regali o doni… si sta parlando?
Non siamo più di fronte a calunnie o a diffamazioni. Siamo in pieno e assoluto delirio!!!!
N.B. E’ importante segnalare che Report Porter Novelli non ha mai avuto contatti o relazioni, diretto o indiretti, con il Cav. Giancarlo Elia Valori, con l’on.Nicola Latorre, con l’on. Giancarlo Pittelli, con la famiglia Benetton.
La sede di Roma merita un maggior dettaglio. Come detto cuore di questo affair. Punto di snodo degli affari e delle attività di Paolo Pollichieni. Ma questa è un’altra storia, direbbe Carlo Lucarelli.
Eccola… Da pag 770 a pag. 777 della sua opera di “giornalismo dei fatti”, il nostro esperto in crimini descrive tutto quello che succede in questo palazzo di via Poli, al 29. Va su e giù per i piani, guidato dai tabulati del consulente Genchi. Fino ad arrivare al 6 piano, l’ultimo.
Dove ha, da oltre 10 anni, gli uffici la sede di Roma della Report Porter Novelli. Ed è qui che trova una sorpresa. Quegli uffici sono nella disponibilità di Paolo Pollichieni, quel Direttore di Calabria Ora che spara a zero sull’indagine Why Not e che il pm De Magistris tiene sotto osservazione per gravi fughe di notizie collegate a importanti inchieste in corso. Nello stesso palazzo, ha anche sede da qualche anno lo studio legale Taormina- Pittelli. Quel Giancarlo Pittelli oggetto di indagini di De Magistris in un’altra inchiesta.
Una situazione di contiguità che non può non determinare strettissimi legami. Visto che Pittelli conosce bene Pollichieni.
Questo palazzo diventa quindi l’“epicentro del mistero” dove si consuma uno stranissimo giro di chiamate fatte da Paolo Pollichieni, Direttore di Calabria Ora attraverso i tre telefoni di Report Porter Novelli che Genchi registra e annota.
Il quadro è quindi chiaro Report Porter Novelli, vista come una delle basi logistiche da cui Paolo Pollichieni, uno dei presunti artefici e protagonisti del programma di delegittimazione mediatica dell’inchiesta Why Not, agisce e opera, usandone la sede, i telefoni fissi e il cellulare in sua dotazione per tirare le fila di questo groviglio di interessi e di menzogne.
Sulle telefonate e i contatti di Paolo Pollichieni, nella sua qualità di Direttore di Calabria Ora non ho diritto ne conoscenza per entrare nel merito.
Vediamo di chiarire i ruoli. Report Porter Novelli e la sua sede di Roma sono una realtà professionale di relazioni pubbliche che ha sempre e soltanto operato nel suo ambito di competenza con lealtà, rispetto, trasparenza e professionalità.
Dal 2003 Report Porter Novelli si avvale su progetti specifici anche della Consulenza strategica di Paolo Pollichieni.
La sede di Roma della Report Porter Novelli è una struttura operativa che agisce su incarico della sede di Milano per assistere e gestire le attività di comunicazione e di relazioni pubbliche, con i media e le istituzioni, dei clienti che hanno base a Roma o interessi specifici nel contesto istituzionale.
La sede di Roma per svolgere questa delicata e importante attività sia avvale di Consulenti e di collaborazioni professionali esterni, con i quali redige e sottoscrive una lettera d’incarico finalizzata al programma-progetto o all’incarico specifico. Questo incarico di consulenza non prefigura né prevede esclusività, nel senso che i consulenti e collaboratori possono mantenere personali incarichi o consulenze o contratti con altre organizzazioni e/o altre società. Uniche clausole: la riservatezza delle informazioni con cui si viene a contatto e a conoscenza e l’assenza di conflitti – qui inteso come conflitto concorrenziale, nel senso che non è possibile erogare competenza e consulenza contemporaneamente per aziende concorrenti o in sistema di competitività palese.
Ai consulenti Report Porter Novelli, per accordi e per contratto, deve garantire l’accesso e l’uso della sede e degli strumenti operativi e tecnologici dei propri uffici – ivi compreso la messa a disposizione di un cellulare e di una SIM card che il consulente/collaboratore può usare anche come benefit personale, non avendo Report Porter Novelli la possibilità di un controllo sistemico e sistematico delle chiamate e delle utenze.
Dal 2003 Report Porter Novelli come detto si avvale della Consulenza di Paolo Pollichieni. Con il quale, per incarichi specifici viene sottoscritta una Lettera d’incarico che si richiama alle condizioni e alle coordinate che ho sopra descritto. Ciò vuol anche dire che Paolo Pollichieni poteva e può erogare la sua consulenza a Report Porter Novelli e ai suoi clienti pur essendo e continuando ad essere il direttore di Calabria Ora.
Report Porter Novelli è chiamata a verificare l’attività di Consulente di Paolo Pollichieni nei termini di efficienza e di professionalità stabiliti nella lettera d’incarico che le parti sottoscrivono quando Report Porter Novelli intende avvalersi o si avvale della collaborazione e della consulenza di Paolo Pollichieni.
Paolo Pollichieni ha libero accesso alla sede e agli strumenti di lavoro che la Report Porter Novelli mette a sua disposizioni nell’arco dell’incarico.
Vi è stata all’inizio del rapporto di collaborazione una fase in cui Paolo Pollichieni ha esercitato, così come è prassi che facciamo alcuni collaboratori di esperienza e di forte radicamento nel contesto in cui operano, il ruolo di vicepresident di Report Porter Novelli. Un ruolo che va interpretato nella sua accezione statunitense che vuole indicare un incarico di rappresentanza e di relazioni pubbliche a sostegno della società e non come nella prassi italiana come carica statutaria o amministrativa. Infatti, Paolo Pollichieni non ha mai avuto incarichi amministrativi, né tanto meno ha mai avuto quote di capitale di Report Porter Novelli. Da quando Paolo Pollichieni ha assunto al direzione di Calabria Ora, questo informale ruolo di rappresentanza, delineato dalla dicitura di vicepresident è immediatamente cessato. Non solo, da quando Paolo Pollichieni è diventato Direttore di Calabria Ora, e fin quando egli manterrà il rapporto di consulente strategico, Report Porter Novelli non ha più voluto nè intende acquisire alcun incarico da parte di organismi o strutture istituzionali pubbliche in Calabria.
Questo il quadro di riferimento in cui opera la sede di Roma di Report Porter Novelli. Questo il quadro di riferimento in cui si è sviluppata e si sviluppa la consulenza professionale di Paolo Pollichieni.
Per tanto, e in via conclusiva, è bene che tutte le assurde e ingiustificate asserzioni, le arroganti e saccenti interpretazioni, le dementi consequenzialità e gli allucinanti collegamenti che vorrebbero Report Porter Novelli tra i protagonisti di questo fantasioso e sconcertante disegno di potere, riportate nel libro di Edoardo Montolli siano considerate solo fantasie frutto del delirio dissennato di un giovane ed inesperto giornalista in cerca di un posto al sole tra i Travaglio Boys.
Tutto questo fermo restando che Report Porter Novelli darà mandato ai suoi legali di agire dinanzi al giudice civile contro l’Aliberti editore e contro lo stesso autore del libro, Edoardo Montolli per il risarcimento dei danni di immagine, reputazione e onorabilità derivanti alla Società e al suo presidente.
Qualcosa di personale ... a proposito del giornalismo dei fatti!
dimanche 27 décembre 2009, à 10:48
A volte è davvero molto difficile trovare il punto d’ingresso per smentire, sputtanare o puntualizzare una ricostruzione o una favola mediatica, impostata e argomentata come fosse un racconto noir. Non perché non si hanno argomenti ma solo perché tutto il racconto, la favola, gira intorno a una sorta di assurda e pazzesca interpretazione di cui solo uno psichiatra, ma uno bravo davvero, però, può trovarne il senso, il nesso e una più distinta e clinica motivazione.
Allora ogni tentativo di portare il chiarimento in termini razionali, semplici o meglio, reali, è un tentativo vano. Per un semplice motivo, il meccanismo che ti trovi di fronte è come quello di un gioco che si faceva da bambini. Un gioco simpatico fin quando resta un gioco ma quando, invece, diventa prassi mentale che governa giudizi o peggio articola e/o sviluppa racconti; questo gioco si trasforma in una roba demenziale, a tratti surreale e anche pericolosa per chi lo fa e per chi lo subisce. Il gioco delle assonanze, intendo. Quello per cui tu dici una parola e per assonanza o per associazione di idee un altro ci attacca un’altra parola, fino ad arrivare ad una distanza siderale, iperbolica e assolutamente irreale; ma nel frattempo hai raccontato una bella storia, assurda se vuoi, in qualche modo anche credibile e altrettanto plausibile. Ma assolutamente falsa. Perché le parole che si dicono prese singolarmente hanno un senso. Ma è il contesto o il racconto che ne viene fuori non ha più senso e nemmeno alcuna ragione. I comici Gaspare e Zuzurro lo avevano fatto diventare il loro pezzo comico meglio riuscito, prima di darsi alle più sofisticate e interessanti commedie di Harold Pinter.
Questa è la doverosa premessa che fermo qui, senza entrare nel merito di altre più articolate spiegazioni che, nel corso di questi anni, hanno descritto, e in qualche modo anche approfondito e spiegato, come questo gioco, diventato prassi, applicato all’informazione o forse è meglio dire alla disinformazione, sia chiamato dai più seri commentatori il “Metodo Travaglio” e sia oggi diventato una formula letteraria di qualche successo. Un metodo che fa ricco chi scrive e mette nei casini quelli che in qualche modo si trovano a passare da lì.
Per completezza di argomentazione e perché la descrizione mi sembra la migliore che ho letto, faccio mio un ulteriore passaggio di Giuseppe D’Avanzo, giornalista de La Repubblica, che un po’ di tempo fa ha spiegato molto bene come funziona il cosiddetto “Metodo Travaglio”. “I filosofi ( Bernard Williams, ad esempio) spiegano che la verità offre due differenti virtù: la sincerità e la precisione” scrive D’Avanzo. “La sincerità implica semplicemente che le persone dicano ciò che credono sia vero. Vale a dire, ciò che credono. La precisione implica cura, affidabilità, ricerca nello scovare la verità, nel credere a essa. Il "giornalismo dei fatti" ha un metodo condiviso per acquisire la verità possibile. Contesti, nessi rigorosi, fonti plurime e verificate e anche così, più che la verità, spesso, si riesce a capire soltanto dov'è la menzogna e, quando va bene, si può ripetere con Camus: "Non abbiamo mentito" (lo ha ricordato recentemente Claudio Magris). Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei "fatti" che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d'informazione, come si autocertifica. E', nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d'opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore. Nella radicalità dei conflitti politici, questo tipo di scaltra informazione veste i panni dell'asettico, neutrale watchdog - di "cane da guardia" dei poteri ("Io racconto solo fatti") - per nascondere, senza mai svelarla al lettore, la sua partigianeria anche quando consapevolmente presenta come "fatti" ciò che "fatti", nella loro ambiguità, non possono ragionevolmente essere considerati (a meno di non considerare "fatti" quel che potrebbero accusare più di d'un malcapitato). L'operazione è ancora più insidiosa quando si eleva a routine”.
Il rischio che paventava D’Avanzo è diventato purtroppo realtà. Visto che ormai ogni libreria che si rispetti dedica una intera sezione, più di uno scaffale visto il proliferare di titoli e di istant book, a libri che, usando e abusando i paradigmi del “Metodo Travaglio”, raccontano, con dovizia di particolari, con parti estrapolate da documenti, con riferimenti selezionati chirurgicamente, brogliacci, trascrizioni o elaborati di traffici telefonici - il tutto naturalmente senza perdere tempo in verifiche e approfondimenti - di sconvolgenti storie che presumono spiegare fatti e misfatti di questa traballante Repubblica che naviga tra il sud America e le dittature del Terzo mondo.
Un metodo autoreferenziale che non informa, manipola, confonde. Che attribuisce patenti di moralità e di rispetto. Che elargisce a grandi palate frustrazione e rancore. Che fa pratica scandalistica e proficuamente commerciale trasformando tutto in qualunquismo che ferisce l’avversario, il politico, il nemico da abbattere o peggio il malcapitato. Mettendo alla berlina, calpestando qualsiasi forma di rispetto e di decenza personale e professionale. Avviando un assurdo ventilatore mediatico che spruzza fango e merda senza scontar peccato.
E’ di questo che sto parlando, sfogliando l’ultimo di questi capolavori editoriali che sta facendo il giro delle redazioni - in realtà uniche vere destinatari del libro, nella malcelata e ormai troppo agognata speranza che se ne parli e/o che ne venga in qualche modo ripreso il contenuto, in parte o in toto, per dare punti e blasone ai suoi autori, in predicato per entrare a far parte dei Travaglio Boys.
Sto parlando de “Il caso Genchi , Storia di un uomo in balia dello Stato” di Edoardo Montolli, un nuovo arrivo nella compagnia dei watchdogs che nella bandella di III di copertina del ricco tomo (sono poco meno di 1000 pagine, a corpo otto) si dichiara “36 enne, giornalista e scrittore di crimini”. Il libro ospita tra l’altro la rilevante, necessaria e rassicurante prefazione a firma di Marco Travaglio che intende così certificare e battezzare l’opera come “capolavoro del giornalismo dei fatti”.
Un libro che nel richiamo in IV di copertina recita così ” … un materiale inedito e così scottante da poter riscrivere gli ultimi vent’anni della storia d’Italia…. Ma non con teorie o teoremi. Con dati. Fatti. Indagini e amicizie impensabili, uno scioccante dietro le quinte della politica che porta alle origini della seconda Repubblica. Dopo averlo letto niente vi sembrerà più come prima”.
“Eh la Madonna!!!” , direbbe Renato Pozzetto.
E’ di questo libro quindi che sto parlando e di quanto, in un crescendo che lambisce e a volte supera la più delle assurde e inconcludenti storie o meglio la più demenziale ricostruzione che si sia mai potuta leggere, dimostri possa essere ricca la fantasia di un “36enne giornalista e scrittore di crimini, con l’aspirazione di diventare presto un watchdog”.
E’ di questo che sto parlando mentre non riesco a capire quale reazione porre di fronte a quanto leggo nelle poche ma intense pagine – quelle che vanno da pag. 777 a pag. 784 , che il “ 36enne giornalista e scrittore di crimini e adesso watchdog” dedica alla Report Porter Novelli e al suo presunto e assurdo ruolo che attraverso la lettura di fatti e tracciati telefonici gli fa interpretare nelle attività di un presunto quanto improbabile comitato d’affari-politico-mediatico-giudiziario-massonico che aveva il compito di affossare e delegittimare l’inchiesta Why Not, il pm De Magistris e lo stesso super consulente Genchi per avere libero accesso ai finanziamenti che dall’Europa arrivavano in Calabria.
Un comitato così brevemente riassunto nel libro a pag. 782: “un mondo, quello di Giancarlo Elia Valori, che con il mondo dei tracciati telefonici di Report Porter Novelli, naturalmente, i contatti li ha: perché Palenzona conta svariati contatti con il signore delle strade, i leader della sinistra vicini a Consorte come Nicola Latorre e l’avvocato della Torno internazionale, Giancarlo Pittelli. E non è De Magistris che si è aperto all’Italia… , no. E’ L’Italia dei potenti che si è data appuntamento a Catanzaro, … dove l’unica cosa a piovere sono i soldi dell’Europa..” (sic!)
Io sono Natale Pierlugi Arcuri, e sono dal 1990, anno in cui l’ho fondata, il presidente e amministratore delegato della Report , diventata dal 1996 Report Porter Novelli, una – come giustamente dice il “ 36 enne giornalista e scrittore di crimini”, tra le più importanti agenzie di Relazioni Pubbliche italiane. Che ha dal 1997 una sua sede in Roma in via Poli 29 . Un’agenzia, la Report Porter Novelli, che, nel corso di questi 19 anni, con grande impegno, dedizione e professionalità, ampiamente riconosciuta dai suoi clienti, multinazionali, aziende e organizzazioni nazionali leader nei loro ambiti e settori di competenza, ha visto crescere la propria reputazione, il proprio business e la propria immagine.
E’ di questo che stiamo parlando, per capirci, di una delle agenzie di Relazioni Pubbliche e Comunicazione più importanti in Italia, associata al 4° network mondiale di Relazioni Pubbliche. E stiamo parlando, in particolare, della sua sede di Roma.
Dunque Report Porter Novelli al centro di un comitato d’affari. Abbiamo detto.
Per dimostrarlo ecco in soccorso il “metodo Travaglio” con il quale il nostro 36enne giornalista e scrittore di crimini ci spiega innanzitutto che nella sede di Report Porter Novelli di Roma lavora Paolo Pollichieni che oltre ad essere uno dei consulenti di Report Porter Novelli è anche Direttore di Calabria Ora, che non solo è in contatto telefonico costante con tre magistrati che lo aiutano a sparare scoop sul suo giornale, passandogli informazioni riservate su alcune importanti indagini, ma è anche uno degli artefici della delegittimazione dell’inchiesta Why Not.
Sottolineando, inoltre, che allo stesso civico ha sede uno studio legale ad uso dell'on. Giancarlo Pitteli, quel Giancarlo Pittelli, indagato in un'altra inchiesta dal pm De Magistris.
Ma perché Report Porter Novelli avrebbe dovuto favorire l’azione di Paolo Pollichieni a scrivere velenosi editoriale contro l’inchiesta Why Not un giorno si e un giorno no?
Semplice, perché intorno a Report Porter Novelli ruotano personaggi come Giancarlo Elia Valori, Fabrizio Palenzona, Giovanni Consorte, i Benetton, Nicola La Torre/Massimo D’Alema, Giancarlo Pittelli. Tutti secondo quanto sostiene il nostro illustre watchdog in qualche modo legati o in contatto con Report Porter Novelli. Tutti protesi a darsi appuntamento a Catanzaro per conquistare e razziare i soldi che arrivano in Calabria dall’Europa.
Ma cosa o come si lega Report Porter Novelli a Giancarlo Elia Valori, Fabrizio Palenzona, Giovanni Consorte, i Benetton, Nicola La Torre/Massimo D’Alema, Giancarlo Pittelli?
Ecco i fatti e le amicizie impensabili, secondo questo “36enne giornalista e scrittore di crimini”
Partendo da mio profilo e passando naturalmente dalla Report Porter Novelli, egli racconta, svela il mistero, le relazioni, le connivenze, i contatti , le impresentabili amicizie… che legano e costituiscono questo comitato.
Qualche notizia, presa qua e là, un po’ di sana strumentalizzazione mediatica, qualche riga di sarcasmo, una lettura saccente e fantasiosa degli avvenimenti, ed ecco,il Metodo Travaglio al massimo della sua espressione.
Proviamo a seguire le strampalate argomentazioni e i voli pindarici del libro e a dire le cose come stanno.
Cominciamo dall’inizio! Dal mio profilo ospitato presso il sito www. mgportrait.it che pubblica ritratti di imprenditori e manager, tra le aziende che ho seguito prima del 1990, prima cioè di dare vita alla Report, il nostro esperto in crimini segnala, come primo “fatto” di questo processo di costruzione del comitato, che ho lavorato per la Compagnia di Assicurazioni Unipol – ma non dice che l’ho fatto ancora prima che in Unipol arrivasse Giovanni Consorte. E non dice neanche che questa collaborazione con il gruppo Unipol come Report prima e come Report Porter Novelli, poi, si è mantenuta solida e costante anche negli anni a divenire con l’arrivo di Giovanni Consorte alla guida della compagnia. Fino a quando, nel gennaio del 2006, Consorte ha lasciato il gruppo Unipol.
Se avesse quindi verificato meglio il nostro watchdog a pag. 778 non avrebbe certo scritto:“E chissà se Natale Arcuri si aspettava che presto proprio Unipol, moltissimi anni più tardi, qualcuno di Unipol, sarebbe tornato a fargli visita:l’Intermedia, finanziaria di investimenti, che rileva quasi il 30% delle quote di Report Porter Novelli… (Intermedia) E’ la società di Giovanni Consorte, già amministratore delegato di Unipol… […]
Quindi, nessuna “visita inaspettata ” né tanto meno nessuna sorpresa quando nel gennaio del 2007 l’Intermedia acquisisce il 30% delle quote di Report Porter Novelli, visto che la collaborazione, professionale e personale, in qualità di agenzia per le relazioni con la stampa, con l’ing. Giovanni Consorte era di lunghissima data, e senza soluzione di continuità da quando era diventato Presidente e AD del Gruppo Unipol e soprattutto dopo che lo stesso ing. Consorte ha dato vita ad Intermedia, di cui Report Porter Novelli ha curato nella fase di start up della società l’accreditamento presso la stampa economica e finanziaria per tutto il 2007.
Per cui lascia assai interdetto per non dire che risulta assai ridicolo collegare l’acquisizione del 30% di Report Porter Novelli da parte di Intermedia ad una sorta di azione preventiva o non so come meglio definirla che prelude l’iniziativa del ministro Mastella a contrasto dell’indagine Why Not.
Infatti, il nostro 36enne giornalista e scrittore di crimini sempre a pag. 778 scrive così:“Ed è interessante , come chiarisce una piccola visura camerale, il periodo in cui Consorte compra da Report Porter Novelli: l’11 gennaio 2007, cinque mesi prima che Mastella faccia saltare Why Not…” . Scrive proprio così! Ma che c’azzecca!!!???
Andiamo ancora avanti, lungo questa straordinaria ricostruzione delle attività della Report Porter Novelli. Lasciamo ancora in stand by la sede di Roma. Ci torneremo esaustivamente più in là. Promesso!
Diventata, con l’acquisizione del 30% da parte di Intermedia, paladina della “sinistra martoriata dalle scalate”, il secondo “fatto” che gonfia l’affair è l’incarico che Report Porter Novelli avrebbe gestito per la Regione Calabria. Questo fatto dimostrerebbe che Report Porter Novelli aveva messo le mani nella bengodi dei soldi della Calabria.
Un lungo passaggio che il nostro esperto in crimini introduce cosi:“E, a proposito del gran lavoro della Report Porter Novelli con la Regione Calabria, proprio nel 2007, se si eccettuano una fondazione e un cantiere nautico che si affidano a loro, non è che ci sia molto...”
Facciamo prima pace con il suo sarcasmo, informandolo che nel corso del 2007 la Report Porter Novelli non ha lavorato solo per una fondazione e un cantiere nautico ma per : GlaxoSmithKline e per i quasi tutti i suoi prodotti OTC, NiquitinCQ, Lactacyd, Libenar, Valda, Parodontax, Sensodyne, Prosmalto, Verecolene, Rinazina; quindi per il Comune di Riccione, Assessorato al Turismo, Pala Riccione, MotoG Week di Misano, Fondazione Paracelso, Cocif, P&G/Wella, Ultrashape, InterMedia, 3Com, Tippyng Point, Kaz, ADT, Hotel Principe di Savoia, Sisvel, Schiffini, NewspaperMilano Edizioni, AdStream, Cantieri Navali Solcio, Autostrade per l’Italia, ADR di Roma, Ambasciata Repubblica di Angola in Italia, Regione Calabria, Internazionale FC, GDM, Grande Distribuzione Meridionale, SIED, TERCAS, Thermage.
Questo per la precisione! Come direbbe Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi, il baffuto genio delle statistiche di “Quelli del calcio” di faziana memoria,.
Per sottolineare l’inghippo e l’intrigo e ribadire il “regalo” che gli amministratori regionali calabresi avrebbero fatto alla Report Porter Novelli, qui il nostro esperto in crimini tira fuori, un ritaglio di un articolo del 15 gennaio 2008 de Il Giornale in cui il giornalista riprendendo alcune polemiche da un foglio locale, entra nel merito della gestione della campagna pubblicitaria realizzata da Oliviero Toscani per la Regione Calabria, sostenendo che si stratta proprio di un regalo fatto a Report Porter Novelli, l’agenzia di… Consorte.
Vediamo di ripetere quanto era stato detto al tempo delle polemiche innescate da un articolo apparso sul periodico La provincia Cosentina e alla quale io stesso ho inviato una lunga e particolareggiata nota in risposta all’invito di precisazione che nell’articolo mi veniva posto. Tra l’altro poi ribadita anche al quotidiano Il Giornale. Precisazione che entrambe le testate, naturalmente, hanno ripreso in forma assolutamente fuorviante. Ma tant’è.
Quindi ribadisco per l’ennesima volta che l’assessorato al Turismo della Regione Calabria aveva affidato alla Np&A Comunicazione srl la consulenza strategica e operativa per la gestione di una Campagna di comunicazione a sostegno dell’immagine della Calabria.
NP&A Comunicazione è una struttura consulenziale che opera come advisor per i suoi clienti. Nel senso che individua e indica ai propri clienti le forme, gli strumenti e i fornitori che meglio possono realizzare i programmi o le iniziative di comunicazione che sono stati concordati. NP&A Comunicazione molto spesso ma non in via esclusiva, pur essendone collegata per via strettamente strutturale e operativa, si avvale dei servizi specialistici offerti dalla Report Porter Novelli.
Per quanto riguarda la Campagna pubblicitaria per la regione Calabria, NP&A Comunicazione ha concordato, su specifica indicazione dello stesso assessorato al Turismo, che voleva una campagna “fuori dagli schemi tradizionali della comunicazione turistica”, di affidare la creatività e la realizzazione dei materiali della Campagna alla società La Sterpaia, con cui collabora e lavora Oliviero Toscani. L’incarico con la Sterpaia è stato sottoscritto, direttamente dall’assessorato al Turismo e senza alcuna intermediazione.
Definita la campagna nella sua parte visual e nella declinazione dei mezzi di comunicazione, Affissione, TV e Stampa, l’assessorato richiedeva a NP&A Comunicazione di ricercare un interlocutore professionale in grado di elaborare per nome e conto della Regione Calabria un piano-progetto di pianificazione pubblicitaria nei mezzi di comunicazione che la Sterpaia aveva in fase di realizzazione grafica della campagna individuato. Da qui il coinvolgimento della Report Porter Novelli, che provvedeva a elaborare con i Concessionari, esclusivisti o proprietari degli spazi pubblicitari, una organica e strutturata pianificazione – ivi compresa la preliminare contrattazione dei prezzi e delle tariffe – riuscendo a proporre, alla diretta ed esclusiva verifica, accettazione e firma dell’assessorato, un piano con un tasso medio di sconto sulle tariffe ordinarie e straordinarie di oltre il 50%.
Un documento riassuntivo con tutte le proposte dei Concessionari che Report Porter Novelli ha inviato all’Assessorato al Turismo perché, direttamente e in piena autonomia, procedesse all’acquisto degli spazi.
Questo per ulteriormente ribadire se ancora ve ne fosse necessità che l’investimento pubblicitario NON è transitato dalla Report Porter Novelli. Per essere ancora e ulteriormente chiari sia la società La Sterpaia sia le aziende grafiche e di produzione che hanno realizzato i materiali sia infine tutti i Concessionari degli spazi pubblicitari TV, Stampa e Affissione hanno fatturato le loro competenze DIRETTAMENTE all’assessorato al Turismo della Regione Calabria. Senza alcun passaggio amministrativo che coinvolgesse la NP&A Comunicazione e/o la Report Porter Novelli.
Per quanto infine riguarda l’investimento complessivo, a domanda precisa ho risposto in modo assai dettagliato indicando, per media utilizzato e per timing, ogni flight pubblicitario.
Per quanto riguarda, infine, la presunta irregolarità commessa dall’assessorato al Turismo che non avrebbe istituito una regolare gara, ho risposto che, per quanto di mia conoscenza, l’incarico di consulenza a NP&A Conmunicazione era stato un incarico diretto non soggetto a gara, perché all’interno degli incarichi di collaborazione, studio, ricerca o collaborazione di fiducia. Ai sensi dell’art.110 comma 6 del D.L. 18 agosto 2000, n. 276.
Come è possibile poi pensare di fare una gara per la creatività quando l’assessorato aveva scelto di affidarla a Oliviero Toscani, sembra assai problematico. Per quanto riguarda poi l’acquisto degli spazi e dei cartelloni per la pianificazione risulta altresì assai strano che l’assessorato che richiede di uscire con una sua pagina pubblicitaria su testate o su cartelloni in esclusiva o di proprietà possa mettere a gara l’acquisto di questi spazi. Visto anche e tra l’altro che nella richiesta di monitoraggio e contatto l’assessorato aveva chiaramente indicato a NP&A Comunicazione che avrebbe preso in considerazione solo le società concessionarie che potevano dimostrare, con dichiarazione e documentazioni comprovanti e non solo con autocertificazioni, di essere proprietari in esclusiva degli spazi e/o dei mezzi. Come si evince dalla lettera di incarico che l’assessorato al Turismo ha inviato alla NP&A Comunicazione: “Resta inteso che tutti i contratti delle relative Concessionarie che in via preliminare devono inviare direttamente al committente idonea documentazione attestante la titolarità degli spazi oggetto dell’acquisto, saranno intestati, indirizzati e da essa sottoscritti come conseguentemente le fatture per il relativo pagamento…”
Non saprei che altro aggiungere per ribadire che il ruolo di Report Porter Novelli è stato un ruolo trasparente, efficace, professionale. A null’altro possono condurre le artificiose polemiche e le assurde ricostruzioni che prima i due giornalisti ed oggi il nostro esperto in crimini tentano di esercitare. Ma come diceva Voltaire:“Calunnia, calunnia che qualcosa resterà!”
Ancora più ridicolo e paradossale è il terzo “fatto”. Un doppio salto mortale, carpiato, che il brillante “36enne giornalista , watchdog e scrittore di crimini” ci regala quando riferisce che la Report Porter Novelli rinsalda il suo legame con Oliviero Toscani, e assume l’incarico di consulente per le relazioni con i media a sostegno del comune di Salemi ed in particolare di Oliviero Toscani in qualità di assessore ai Diritti Umani, Comunicazione, Creatività e Ambiente.
Ecco cosa scrive a pag. 780: “ Poi, è subito sera. Dei tre miliardi di lire… (notare che per avere effetto i 1.5 milioni di euro diventano MILIARDI DI LIRE )… spesi nientemeno che per stampare manifesti in tre città, (anche qui per fare effetto, parla solo di manifesti, dimenticando che la campagna si è sviluppata con pagine doppie a colori con più uscite su tutti i quotidiani e i più importanti e diffusi periodici italiani e con due passaggi di oltre 15gg in prime time sulle reti RAI e Mediaset)… nessuno parla più. Un anno dopo però la Report Porter Novelli annuncia che si occuperà della comunicazione del comune di Salemi guidato da Vittorio Sgarbi, il comune che ha un assessorato addirittura ai “sogni”, lo psichiatra Paolo Crepet…. […]. Perché c’è pure un assessore alla creatività ma con delega ai “diritti umani”. Ed è praticamente un assessore che, creando, passa le sue giornate a pensare cosa fare a Salemi per i diritti umani. A Salemi mica a Kabul”.
E’ bene sottolineare che questo è stato un incarico pro-bono, nel senso che Report Porter Novelli non ha percepito alcun compenso così come tutti gli assessori straordinari della giunta Sgarbi. Chiamati a dare il loro personale e professionale contributo ad un progetto, quello di Sgarbi, che molti hanno ritenuto una sfida – da accettare, oggi si direbbe senza se e senza ma - al torpore antico di un Sud depresso e ad un andazzo che aveva nel giogo mafioso uno dei suoi principali ostacoli alla rinascita.
Al di là del sarcasmo di bassa lega che ci espone su Salemi, Sgarbi e Toscani e il loro progetto di rilancio di una città davvero martoriata ma oggi grazie a loro rinata e rilanciata, come molti ormai riconoscono merito della strategia di Sgarbi e di Toscani, il nostro esperto in crimini fa un volo pindarico di quelli che nessuno al mondo oserebbe, e a pag. 781 ci dice: “mentre la creatività progressista (quella di Toscani ndr.) s’insedia pure in Sicilia e la Report Porter Novelli comunica, l’imbuto che sulla strada che parte da sinistra e, a “scalate”, scende giù, verso il centro di Catanzaro, va stringendosi sempre più”. Scrive davvero questo. Da rileggere, per favore “mentre la creatività progressista (quella di Toscani ndr.) s’insedia pure in Sicilia e la Report Porter Novelli comunica, l’imbuto che sulla strada che parte da sinistra e, a “scalate”, scende giù, verso il centro di Catanzaro, va stringendosi sempre più”. Ecco chi ha capito cosa vuol dire, vince una bambolina di pezza!
Evidenziando a seguire quindi gli altri, ulteriori, straordinari e sconvolgenti “fatti” l’arrivo in Report Porter Novelli di un ex dirigente di Unipol, esperto in Comunicazione Sociale e CSR (Corporate Social Responsability), uno che sa come si fa un Bilancio Sociale e come si organizza una struttura di comunicazione no-profit e l’apertura di una nuova area di servizio di Comunicazione per le aziende cinesi che vengono ad investire in Italia e/o per le aziende italiane che intendono investire in Cina e hanno bisogno di Comunicazione e di relazioni con i media cinesi. Iniziativa concordata e definita con la sede di Pechino e con altre sedi europee nel quadro delle programmi di sviluppo internazionali del network Porter Novelli.
Tutto questo completandolo con la notizia che il presidente di AdR, Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona ha affidato a Report Porter Novelli la gestione delle attività di ufficio stampa e relazioni pubbliche, fa dire al nostro “36enne giornalista, scrittore di crimini” che “..Sembra di vedere tutto il mondo di Giancarlo Elia Valori: gli incarichi di Report Porter Novelli per Autostrade e Aiscat, la collaborazione con la Cina, la folgorante società con Consorte amico del suo migliore amico, D’Alema, fino alla comunicazione di Oliviero Toscani, il fotografo che ha fatto la fortuna dei Benetton, salpati con Sme grazie al signore delle strade (… Elia Valori, ndr.) e poi confluiti in Blu.”
Arrivando alla sua delirante conclusione che siamo davanti ad un disegno di potentato economico che ruotando intorno a Report Porter Novelli, coinvolgendo personaggi come Giancarlo Elia Valori, Fabrizio Palenzona, presidente di ADR di Roma, Giovanni Consorte, i Benetton, La Torre/D’Alema, Giancarlo Pittelli (semplice, vicino di casa!!!) si è dato appuntamento a Catanzaro per conquistare e razziare i soldi che arrivano in Calabria dall’Europa.
E per fare questo si deve assolutamente mettere un freno anzi bloccare l’inchiesta Why Not del pm De Magistris. E per farlo si dà mandato a Paolo Pollichieni, direttore di Calabria Ora e consulente di Report Porter Novelli di “attaccare un giorno sì e uno no Why Not”. Il quale opera dal cuore di questo meccanismo. Il palazzo di via Poli, 29 dove c’è la sede di Roma della Report Porter Novelli.
Il cerchio è chiuso! Il Comitato d’affari è fatto e smascherato!
Ma la domanda giunge spontanea: di quali soldi, quali incarichi, quali finanziamenti, quali commesse, quali interessi, quali investimenti, quali mance, quale regali o doni… si sta parlando?
Non siamo più di fronte a calunnie o a diffamazioni. Siamo in pieno e assoluto delirio!!!!
N.B. E’ importante segnalare che Report Porter Novelli non ha mai avuto contatti o relazioni, diretto o indiretti, con il Cav. Giancarlo Elia Valori, con l’on.Nicola Latorre, con l’on. Giancarlo Pittelli, con la famiglia Benetton.
La sede di Roma merita un maggior dettaglio. Come detto cuore di questo affair. Punto di snodo degli affari e delle attività di Paolo Pollichieni. Ma questa è un’altra storia, direbbe Carlo Lucarelli.
Eccola… Da pag 770 a pag. 777 della sua opera di “giornalismo dei fatti”, il nostro esperto in crimini descrive tutto quello che succede in questo palazzo di via Poli, al 29. Va su e giù per i piani, guidato dai tabulati del consulente Genchi. Fino ad arrivare al 6 piano, l’ultimo.
Dove ha, da oltre 10 anni, gli uffici la sede di Roma della Report Porter Novelli. Ed è qui che trova una sorpresa. Quegli uffici sono nella disponibilità di Paolo Pollichieni, quel Direttore di Calabria Ora che spara a zero sull’indagine Why Not e che il pm De Magistris tiene sotto osservazione per gravi fughe di notizie collegate a importanti inchieste in corso. Nello stesso palazzo, ha anche sede da qualche anno lo studio legale Taormina- Pittelli. Quel Giancarlo Pittelli oggetto di indagini di De Magistris in un’altra inchiesta.
Una situazione di contiguità che non può non determinare strettissimi legami. Visto che Pittelli conosce bene Pollichieni.
Questo palazzo diventa quindi l’“epicentro del mistero” dove si consuma uno stranissimo giro di chiamate fatte da Paolo Pollichieni, Direttore di Calabria Ora attraverso i tre telefoni di Report Porter Novelli che Genchi registra e annota.
Il quadro è quindi chiaro Report Porter Novelli, vista come una delle basi logistiche da cui Paolo Pollichieni, uno dei presunti artefici e protagonisti del programma di delegittimazione mediatica dell’inchiesta Why Not, agisce e opera, usandone la sede, i telefoni fissi e il cellulare in sua dotazione per tirare le fila di questo groviglio di interessi e di menzogne.
Sulle telefonate e i contatti di Paolo Pollichieni, nella sua qualità di Direttore di Calabria Ora non ho diritto ne conoscenza per entrare nel merito.
Vediamo di chiarire i ruoli. Report Porter Novelli e la sua sede di Roma sono una realtà professionale di relazioni pubbliche che ha sempre e soltanto operato nel suo ambito di competenza con lealtà, rispetto, trasparenza e professionalità.
Dal 2003 Report Porter Novelli si avvale su progetti specifici anche della Consulenza strategica di Paolo Pollichieni.
La sede di Roma della Report Porter Novelli è una struttura operativa che agisce su incarico della sede di Milano per assistere e gestire le attività di comunicazione e di relazioni pubbliche, con i media e le istituzioni, dei clienti che hanno base a Roma o interessi specifici nel contesto istituzionale.
La sede di Roma per svolgere questa delicata e importante attività sia avvale di Consulenti e di collaborazioni professionali esterni, con i quali redige e sottoscrive una lettera d’incarico finalizzata al programma-progetto o all’incarico specifico. Questo incarico di consulenza non prefigura né prevede esclusività, nel senso che i consulenti e collaboratori possono mantenere personali incarichi o consulenze o contratti con altre organizzazioni e/o altre società. Uniche clausole: la riservatezza delle informazioni con cui si viene a contatto e a conoscenza e l’assenza di conflitti – qui inteso come conflitto concorrenziale, nel senso che non è possibile erogare competenza e consulenza contemporaneamente per aziende concorrenti o in sistema di competitività palese.
Ai consulenti Report Porter Novelli, per accordi e per contratto, deve garantire l’accesso e l’uso della sede e degli strumenti operativi e tecnologici dei propri uffici – ivi compreso la messa a disposizione di un cellulare e di una SIM card che il consulente/collaboratore può usare anche come benefit personale, non avendo Report Porter Novelli la possibilità di un controllo sistemico e sistematico delle chiamate e delle utenze.
Dal 2003 Report Porter Novelli come detto si avvale della Consulenza di Paolo Pollichieni. Con il quale, per incarichi specifici viene sottoscritta una Lettera d’incarico che si richiama alle condizioni e alle coordinate che ho sopra descritto. Ciò vuol anche dire che Paolo Pollichieni poteva e può erogare la sua consulenza a Report Porter Novelli e ai suoi clienti pur essendo e continuando ad essere il direttore di Calabria Ora.
Report Porter Novelli è chiamata a verificare l’attività di Consulente di Paolo Pollichieni nei termini di efficienza e di professionalità stabiliti nella lettera d’incarico che le parti sottoscrivono quando Report Porter Novelli intende avvalersi o si avvale della collaborazione e della consulenza di Paolo Pollichieni.
Paolo Pollichieni ha libero accesso alla sede e agli strumenti di lavoro che la Report Porter Novelli mette a sua disposizioni nell’arco dell’incarico.
Vi è stata all’inizio del rapporto di collaborazione una fase in cui Paolo Pollichieni ha esercitato, così come è prassi che facciamo alcuni collaboratori di esperienza e di forte radicamento nel contesto in cui operano, il ruolo di vicepresident di Report Porter Novelli. Un ruolo che va interpretato nella sua accezione statunitense che vuole indicare un incarico di rappresentanza e di relazioni pubbliche a sostegno della società e non come nella prassi italiana come carica statutaria o amministrativa. Infatti, Paolo Pollichieni non ha mai avuto incarichi amministrativi, né tanto meno ha mai avuto quote di capitale di Report Porter Novelli. Da quando Paolo Pollichieni ha assunto al direzione di Calabria Ora, questo informale ruolo di rappresentanza, delineato dalla dicitura di vicepresident è immediatamente cessato. Non solo, da quando Paolo Pollichieni è diventato Direttore di Calabria Ora, e fin quando egli manterrà il rapporto di consulente strategico, Report Porter Novelli non ha più voluto nè intende acquisire alcun incarico da parte di organismi o strutture istituzionali pubbliche in Calabria.
Questo il quadro di riferimento in cui opera la sede di Roma di Report Porter Novelli. Questo il quadro di riferimento in cui si è sviluppata e si sviluppa la consulenza professionale di Paolo Pollichieni.
Per tanto, e in via conclusiva, è bene che tutte le assurde e ingiustificate asserzioni, le arroganti e saccenti interpretazioni, le dementi consequenzialità e gli allucinanti collegamenti che vorrebbero Report Porter Novelli tra i protagonisti di questo fantasioso e sconcertante disegno di potere, riportate nel libro di Edoardo Montolli siano considerate solo fantasie frutto del delirio dissennato di un giovane ed inesperto giornalista in cerca di un posto al sole tra i Travaglio Boys.
Tutto questo fermo restando che Report Porter Novelli darà mandato ai suoi legali di agire dinanzi al giudice civile contro l’Aliberti editore e contro lo stesso autore del libro, Edoardo Montolli per il risarcimento dei danni di immagine, reputazione e onorabilità derivanti alla Società e al suo presidente.
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